Il suo Report è una macchina politica a tutto tondo, con un'unica direzione e con i motori che funzionano a pieno regime. Ecco perché una discesa in campo di Sigfrido Ranucci non appare in fondo così lontana né inattesa. Tuttavia, stavolta, è lo stesso giornalista di Rai 3 ad ammetterlo, con una mezza battuta, al termine dell'intervista concessa a Repubblica. "Le chiedono di scendere in politica. Ci pensa?", gli domandano. E lui, secco: "No. Ma se un giorno rimango disoccupato dalla Rai... ci penso, ma il mestiere che amo è un altro".
Proprio quel passaggio, "se rimango disoccupato dalla Rai", fa riflettere ed è a suo modo illuminante perché tutta l'intervista è incentrata sul pessimo rapporto con il collega Massimo Giletti. "Noto una forte strumentalizzazione e attacchi scomposti. In un'altra Rai non sarebbe mai accaduto", ha sottolineato Mr Report secondo cui è finito sotto tiro perché "c'è chi pensa di attaccarsi una medaglia al petto e di guadagnarsi crediti. Poi c'è un motivo più basico: Report fa ascolti. Se parli di me fai ascolti". E magari, se lo piazzi in lista, prendi voti. A sinistra, dal Movimento 5 Stelle suo strenuo difensore ad Alleanza Verdi Sinistra, passando per il Partito democratico targato Elly Schlein, in tanti ci penseranno. O perché no un +Europa, memore della lezione radicale di Pannella e meno "incasellabile" in un certo senso. Non certo però Italia Viva, visti gli attacchi continui a Matteo Renzi.
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Era la Madonna pellegrina, “In Onda” sempre da Telese e dalla collega Aprile; sull’altare di Formigli ...Qualcosa dunque, sul fronte candidatura, potrebbe muoversi o magari è già in essere. Lo scorso novembre, intervistato dal Foglio, aveva ammesso i suoi insospettabili rapporti con il Palazzo rivelando di essere stato raccomandato dalla Dc, corrente Sbardella, nel lontano 1989. "Se ci fosse stato Report a quei tempi mi avrebbero fatto il paiolo". "La raccomandazione era di una signora, la segretaria di un alto dirigente di viale Mazzini, che avevo conosciuto perché le davo lezioni di tennis. Mi facevo pagare in nero".
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Dal 14 gennaio è scattata la Par condicio sul referendum della giustizia in vista del voto previsto per il 22 e 2...Già lo scorso autunno si parlava di un suo possibile addio alla Rai: "Ho incontrato Urbaino Cairo, e abbiamo parlato per oltre due ore. Un dialogo molto bello. Ero stato contattato per fare un libro con la sua casa editrice, ma poi abbiamo parlato anche di televisione". "Io vorrei rimanere in Rai - assicurava - ma dipenderà dalla Rai, non da me". "Il nome Report non può andare su La7: è un marchio di proprietà della Rai. Ma un New Report sì, ci può andare. Se mi sposto io, qua non ci rimangono nemmeno i cassetti. Perché è un segnale. Significa che Report non ha più la libertà di fare quello che ha fatto fino ad adesso".
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