L’Associazione nazionale magistrati difende il diritto di critica della stampa, ma richiama al tempo stesso la necessità che il confronto pubblico resti ancorato ai principi di correttezza e continenza. Un intervento che arriva nel pieno delle polemiche sollevate dalle inchieste del Fatto Quotidiano sul caso Nicole Minetti, vicenda che nelle ultime settimane ha assunto i contorni di uno scontro sempre più acceso tra giornalismo, magistratura e politica. Il presidente dell’Anm Giuseppe Tango, intervenuto a Roma a margine di un convegno sulla riforma della magistratura contabile, dice: «Ogni volta che ci sono dei sospetti e delle ombre da dipanare, è giusto che lo si faccia nell’interesse della collettività, nell'interesse di tutte le parti in causa. Ed è ciò che è avvenuto». Tango ha ricordato poi che sulla vicenda «è stato chiesto un approfondimento da parte del presidente della Repubblica» e che è arrivata la relazione della procuratrice generale di Milano. «La stampa ha tutto il diritto di raccontare, ovviamente nei termini della continenza e di una giusta cornice di liceità. Su questo prendiamo atto, così come abbiamo estrema stima anche della procuratrice Nanni».
Il Fatto però continua col mantra «mai ammettere la colpa» e rilancia accuse e ricostruzioni che appaiono sempre più controverse. Nell’edizione di ieri il giornale diretto da Marco Travaglio ha pubblicato una serie di chat e conversazioni attribuite a Graciela De Los Santos Torres, ex dipendente della tenuta uruguaiana di Giuseppe Cipriani. La donna è la stessa che nei giorni scorsi ha trasmesso una dichiarazione giurata davanti a un notaio con cui ha sostanzialmente ritrattato le accuse rivolte a Nicole Minetti. Un elemento non secondario, che avrebbe suggerito prudenza e ulteriori verifiche. Il Fatto, invece, ha scelto di rendere pubblici messaggi nei quali la donna descrive il ranch come «la casa di Playboy», parlando di «feste, ragazze, molte cose... droghe» e sostenendo che «Nicole sa tutto». Prendere tutto per oro colato ha posto il giornale alla mercé della donna, che avrebbe inizialmente autorizzato la pubblicazione del suo nome.
Non è finita finché non lo dice Travaglio: che circo dalla Gruber
Non è finita finché non lo dice Marco Travaglio. L’ospitata del direttore del Fatto quotidiano a Ott...Ieri sera, al Tg1, il direttore del Fatto online Peter Gomez, ha dichiarato: «I giornalisti del Fatto Quotidiano hanno fatto solo il loro dovere. Hanno trovato dei testimoni e dei riscontri. Prima di scrivere, correttamente hanno dato la possibilità a Cipriani e Minetti di replicare. La risposta? Solo il silenzio. E adesso una causa da 250 milioni di dollari. Giudicate voi se è un’intimidazione o meno». A difendere il quotidiano, per ora, nessuno. Anzi. Uno. Il temerario capogruppo M5S alla Camera Riccardo Ricciardi. «Solidarietà e sostegno a Il Fatto Quotidiano per l'incessante lavoro che fa, al servizio di tutti noi», ha scritto sui social, attaccando quelli che considera «scendiletto di professione» e accusando parte del sistema mediatico di usare due pesi e due misure.




