Libero logo

Camillo Ruini, Meloni piange "un grande uomo di Chiesa". Come ha cambiato politica e società italiana

mercoledì 17 giugno 2026
Camillo Ruini, Meloni piange "un grande uomo di Chiesa". Come ha cambiato politica e società italiana

3' di lettura

L'addio al cardinale Camillo Ruini, ex presidente della Cei scomparso a 95 anni, è l'occasione per piangere "un grande uomo di Chiesa", come lo ha definito Giorgia Meloni, e uno dei massimi protagonisti non solo del Vaticano ma pure della società e della politica italiana a cavallo tra i due millenni. 

"La notizia della scomparsa del cardinal Camillo Ruini mi colpisce e mi addolora particolarmente - lo ha ricordato la premier -. Un grande uomo di Chiesa, dalla straordinaria intelligenza e dalla profonda umanità, che ha difeso con vigore l'identità, la missione e il ruolo dei cattolici nella società italiana. Sono onorata di averlo conosciuto, di aver stretto con lui un affettuoso legame di amicizia e di aver potuto raccogliere i suoi preziosi insegnamenti. È stata una delle menti più lucide della società italiana e mi auguro che la sua eredità spirituale, culturale e umana possa essere raccolta come merita, per generare nuovi e generosi frutti". 

Monsignor Ruini, ore d'angoscia: "Condizioni di salute aggravate"

Mondo cattolico in ansia per monsignor Camillo Ruini. Il cardinale emiliano, 95 anni, da qualche giorno versa in gravi c...

"Sono addolorato per la scomparsa del cardinale Camillo Ruini. Punto di riferimento per milioni di cattolici italiani, ha dedicato la sua vita alla Chiesa, al dialogo e alla difesa dei valori dell'Occidente, sempre con coraggio e coerenza. Una preghiera e un pensiero affettuoso ai suoi familiari e a tutti i fedeli che oggi ne piangono la scomparsa", scrive invece su X il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Tasporti, Matteo Salvini

Lo hanno celebrato, commossi, anche gli amici di vecchia data come Romano Prodi e Rocco Buttiglione. Ruini "era uno di grande fede e di grande cultura con uno sguardo ironico e disincantato sulle cose del mondo e ancora di più su quelle italiane - le parole di Buttiglione a Repubblica -. Aveva la testa di un grande intellettuale, delle viscere popolari, si identificava con il popolo italiano e con quello della sua regione. Era uno molto ostinato nelle sue opinioni. Un amico, un uomo buono. E non sempre siamo andati d'accordo". "Non eravamo d'accordo quando la Chiesa italiana brancolava. Era il 1992 e la Chiesa non riusciva a orientarsi. Io decisi di dedicare uno studio al cambiamento in atto, spiegando che la fine di una cultura che si chiamava Dottrina sociale cristiana non era necessariamente un male perché la Chiesa poteva più liberamente difendere i suoi valori e un elettore cattolico, che poteva spostarsi da una parte e dall'altra, poteva pesare di più. Gli regalai questo studio e lui mi spinse ad entrare in politica". 

"È mancato un grande pastore ma anche un personaggio di eccezionale statura nella vita pubblica nazionale e internazionale. Nei numerosi incarichi che, come Vescovo e come Cardinale, ha rivestito, in particolare nel lungo periodo trascorso alla presidenza della Cei, la sua opera è sempre stata improntata a rivendicare come una necessità il ruolo e l'impegno del mondo cattolico nella vita sociale. Lo ha fatto con grande coerenza e attenzione, dimostrandosi anche un acuto osservatore delle dinamiche del Paese", è il pensiero di Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto. "Si è spenta una voce sempre ascoltata con attenzione e che ha in ogni occasione suscitato confronti importanti. Esprimo il più profondo cordoglio e sento di rappresentare un sentimento diffuso di fronte alla perdita di un porporato che ha segnato un'epoca, impegnandosi nei più alti livelli di collaborazione con diversi Pontefici".

Camillo Ruini, è morto l'ex presidente Cei: il "cardinale della Seconda repubblica"

E' deceduto oggi il cardinale Camillo Ruini, storico Presidente della Cei. Aveva 95 anni. Ne ha dato conferma il por...

Il cardinale emiliano è stato "un grande dono per la Chiesa italiana", sintetizza Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. "Durante la sua lunga presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, che ha attraversato anni molto delicati per il nostro Paese, ha dato infatti un contributo decisivo sostenendo la presenza attiva e propositiva della Chiesa nella società, e soprattutto negli ambienti della cultura e della politica. Noi gli siamo ulteriormente grati per come ha saputo favorire la presenza dei movimenti ecclesiali all'interno delle diocesi italiane e per l'attenzione e l'affetto che ci ha sempre dimostrato". "La sua paternità - prosegue il leader di CL - si esercitava con particolare cura nei confronti dei giovani: durante l'apertura del primo Consiglio permanente Cei nel 1993, indicò alla Chiesa italiana il compito di 'diventare, più di quanto ora non sia, casa abitabile dai giovani'. Quell'indicazione fu ripresa allora anche da don Giussani come 'il giudizio morale più carico di vera apprensione. E il più lungimirante'. Desideriamo far nostro anche oggi quell'invito, esprimendo così la nostra gratitudine per il suo accompagnamento di tanti anni".