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Roberto Saviano difende Spin Time e si schiera con l'illegalità

Lo scrittore in strada: "Non siete CasaPound, spazio rinato. Noi fermi e resistenti". Il Comune verso l’acquisto dello stabile
di Tommaso Montesanomartedì 4 agosto 2026
Roberto Saviano difende Spin Time e si schiera con l'illegalità

3' di lettura

Tra i vip di cinema, musica e cultura scesi in campo a sostegno degli abitanti dello Spin Time, quello di Roberto Saviano è sicuramente il nome più prestigioso. Lo scrittore paladino della legalità ieri mattina ha comunicato via social il suo intervento «per difendere il diritto all’abitare» in relazione alla vicenda dell’immobile - occupato dall’ottobre 2013 dal movimento Action - sotto sequestro dopo l’incendio divampato la scorsa settimana (lo stabile è stato dichiarato inagibile). «In una città in cui le case hanno smesso di essere luoghi dove si vive e sono diventate capitale, asset per fondi di investimento, contenitori dove far sparire denaro sporco, difendere chi abita un edificio che era stato abbandonato, e che è tornato vivo, significa difendere la democrazia», ha scritto Saviano dai suoi account social dando appuntamento alle 17,30 di ieri in via di Santa Croce in Gerusalemme, dove all’esterno del palazzo da quasi una settimana stazionano giorno e notte gli ex abitanti (circa 400 persone) dello stabile di proprietà del Fondo Immobili Pubblici.

I FILI DELLA PROTESTA
Giacca beige, camicia bianca, lo scrittore prende il microfono e di fatto si prende il ruolo di capofila della protesta. «Questo spazio si è rinnovato, il contrario dell’occupazione». Definisce l’azione del movimento per la casa «un dono», una cosa ben diversa da ciò che ha fatto CasaPound: «Questa non è un’occupazione politica, che invece viene tutelata». Da qui l’avvertimento che «non sarà possibile spegnere questa esperienza». Poi, dopo aver fatto riferimento alle possibili mosse del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la frase più significativa: «Qualunque cosa intendano fare, ci troveranno fermi e resistenti». Terminato il suo intervento tra gli applausi, Saviano resta in loco: stringe mani, posa per i selfie, abbraccia gli organizzatori della protesta, saluta colleghi di mobilitazione come Sabina Guzzanti, che su Instagram sta tenendo un “video diario” «di resistenza». Nella prima puntata, l’attrice aveva definito l’incendio «un pretesto» per lo sgombero. La presa di posizione pubblica di Saviano si aggiunge, come dimostra anche Guzzanti, agli appelli di registi - tra gli altri, Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio, Ferzan Ozpetek - attori (Carlo Verdone, Valerio Mastandrea) e cantanti (Daniele Silvestri). «Ce l’avranno, tutti insieme, un patrimonio di qualche decina di miliardi di euro? Riescono a mettere insieme qualcosina per un palazzetto dove ospitare Spin Time?», si è chiesto su X, caustico, Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, la Confederazione italiana della proprietà edilizia.

LA SINISTRA SPINGE
Il Campidoglio, spinto dalla sinistra, è al lavoro per permettere agli “inquilini” di tornare nel palazzo, come dice Nicola Fratoianni, leader di Avs, quando sostiene che l’unico sbocco della vertenza è quello di «restituire Spin Time alla città, a chi lo vive e a chi lo ha animato». E di consentire a tutti «di rientrare nelle loro abitazioni». Ieri mattina si è fatto vedere anche Matteo Orfini, deputato del Pd, che se l’è presa con chi - «da destra» - «esulta per quanto accaduto e invoca uno sgombero definitivo in nome della legalità». Anche lui fa capire che il Comune di Roma sta imboccando la strada giusta per uscire dall’emergenza: «Sta facendo il possibile e l’impossibile per rendere meno pesante questa situazione e soprattutto per cercare una soluzione definitiva e stabile che salvaguardi le persone e l’esperienza di Spin Time». Il Campidoglio, infatti, punta all’acquisto dell’immobile e, nella fase di transizione, a un “affitto ponte” che permetta il rientro degli occupanti nel palazzo. Iter messo a punto nella riunione del tavolo tecnico che si è tenuta in Prefettura. Le parti torneranno a riunirsi «all’esito dell’esame della proposta da parte della proprietà e dopo lo svolgimento del sopralluogo tecnico, che sarà effettuato non appena l’autorità giudiziaria ne autorizzerà lo svolgimento, al fine di verificare lo stato dell’edificio e acquisire gli elementi necessari alla valutazione complessiva dell’immobile». Poi c’è l’emergenza sanitaria. Il Campidoglio si muove su due piani: per questo ieri è andata in scena una riunione a parte tra Roma Capitale e una delegazione della “comunità” per approfondire le immediate necessità assistenziali.

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