Libero logo

Sigfrido Ranucci, clamoroso: ipotesi revoca della cittadinanza onoraria

di
Libero logo
mercoledì 19 agosto 2026
Sigfrido Ranucci, clamoroso: ipotesi revoca della cittadinanza onoraria

4' di lettura

Monreale, Rocca Massima, Genzano di Roma. Cosa hanno in comune queste tre città? Sono tre piccoli comuni, che negli ultimi due anni hanno conferito la cittadinanza onoraria a Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, oggi al centro della vicenda di cronaca più delicata dell'estate: l'inchiesta sull'attentato contro la sua abitazione, nella quale Valter Lavitola - "amico fraterno" di Ranucci - è indagato come presunto mandante. Una storia ancora tutta da chiarire ma che da settimane infiamma il dibattito politico. L'Adnkronos ha contattato le tre amministrazioni comunali. E lo spaccato che emerge è variegato: c'è chi pensa già alla revoca della cittadinanza, chi invita ad aspettare la conclusione delle indagini e chi, invece, difende senza esitazioni il riconoscimento dato al giornalista. Si parte da Genzano di Roma, città dei Castelli Romani affacciata sul lago di Nemi, celebre per l'Infiorata e per i suoi palazzi storici. Qui il cambio di amministrazione ha portato il centrodestra alla guida del Comune dopo la lunga esperienza del centrosinistra.

Ed è proprio il nuovo sindaco, Rocco Fabio Papalia, a mettere per primo sul tavolo l'ipotesi di revoca della cittadinanza conferita nell'aprile scorso dall'amministrazione guidata da Carlo Zoccolotti. "Non avevamo condiviso quanto deciso dal mio predecessore. Stiamo valutando la possibilità di revoca alla luce dell'evolversi della situazione giudiziaria", dice Papalia all'Adnkronos. Il sindaco definisce la vicenda "abbastanza ambigua", "nel momento in cui è emerso che uno dei migliori amici" di Ranucci è coinvolto nell'inchiesta. E sulla spiegazione fornita dallo stesso Lavitola, secondo cui avrebbe commissionato l'attentato per aumentare i livelli di scorta dell'amico, osserva: "La scusante fa un po' sorridere...". Papalia puntualizza: "Revocheremo la cittadinanza dovessero emergere situazioni poco chiare, fermo restando che Ranucci non è indagato". E conclude: "La cittadinanza è una riconoscenza importante, che forse a suo tempo è stata un po' regalata".

Ranucci, la telefonata con Lavitola: "Se tu esci dalla Pontina e vai..."

Tiene banco il caso Ranucci-Lavitola, con il conduttore di Report che ha dichiarato ai giornalisti di aver messo nelle m...

Di segno più prudente la posizione dell'ex sindaco Carlo Zoccolotti, sotto la cui amministrazione il Consiglio comunale aveva deliberato il conferimento. La cittadinanza, precisa, "è stata volontà del Consiglio comunale, non tanto la mia". Zoccolotti ammette di non avere seguito fino in fondo gli sviluppi dell'inchiesta: "Sinceramente? Non ho seguito benissimo la vicenda, francamente aspetterei un attimino". Ma aggiunge: "Non è una storia edificante. Non mi sembra il massimo. Certo, bisogna capire meglio. Siamo tutti un po' rimasti così". L'ex sindaco ricorda quindi lo spirito che ha accompagnato la decisione di premiare il 'capo' di Report: "Il nostro intento era quello di fare un piccolo gesto per sostenere il giornalismo di inchiesta". E sulla posizione di Ranucci osserva: "È ovvio che se era coinvolto è un conto, se non lo era è un altro. Come la volti e come la giri la storia non è bella".

Da Genzano si passa alla Sicilia, a Monreale, la città che domina Palermo dall'alto del Monte Caputo e che ha nella Cattedrale normanna, patrimonio dell'umanità Unesco, il suo simbolo più riconoscibile. È qui che, nel luglio 2024, il sindaco Alberto Arcidiacono aveva conferito a Ranucci la cittadinanza onoraria, riconoscendone l'attività nel giornalismo d'inchiesta e di denuncia sociale. Piccola nota a margine: Arcidiacono, eletto come civico, nel 2025 ha aderito a Forza Italia. Oggi il primo cittadino del comune siciliano non fa passi indietro, ma nemmeno anticipa giudizi. "Penso che sia sinonimo di rispetto e intelligenza attendere che si concludano le indagini prima di avanzare considerazioni. Bisogna avere maggiore prudenza e rispetto per chi sta conducendo le indagini. Una volta, potremo fare tutte le considerazioni del caso. A oggi ritengo Ranucci una persona onesta e cristallina, se questo dovesse essere smentito faremo valutazioni differenti", dice all'Adnkronos. "Io non ho elementi per dire il contrario, non mi pare sia stato condannato. Se una persona non è condannata per qualcosa, se non è un delinquente dovrebbe appartenere alle persone oneste. Se domani dovesse emergere qualcosa di diverso, avrò sbagliato io", prosegue. Poi la metafora calcistica: "Siamo tutti allenatori della nazionale...".

La terza tappa porta nel Lazio, a Rocca Massima, piccolo centro dei Monti Lepini arroccato in posizione panoramica, il comune più alto della provincia di Latina. È un paese di 1.100 abitanti, con un rapporto particolarmente stretto con Ranucci e la sua famiglia: proprio questo legame personale è stato al centro della cittadinanza conferita nell'agosto 2025. La cerimonia si svolse in piazza, con la consegna simbolica delle chiavi della città, seguita dalla tessera onoraria della Pro Loco. Qui la parola "revoca" non sembra nemmeno entrare nel vocabolario dell'amministrazione. La presidente della Pro Loco, Lucia Del Ferraro, è categorica: "Pentiti? Assolutamente no, Sigfrido resta parte integrante della comunità, non viviamo di rimpianti".

Una posizione condivisa dal vicesindaco Angelo Tomei, che sottolinea come la scelta non sia nata sull'onda della notorietà televisiva di Ranucci, ma affondi le proprie radici molto più indietro nel tempo. "Non stiamo assolutamente pensando di revocarla, possiamo dire che l'idea di dare la cittadinanza parte da molto lontano, addirittura due anni prima del Covid. Non ha niente di politico". Il vicesindaco racconta un rapporto che precede di anni l'onorificenza: "Io e tanti altri di Rocca Massima abbiamo giocato a pallone insieme a Sigfrido sin dall'infanzia. Lui spesso ha citato Rocca Massima nei suoi interventi". E mentre l'inchiesta giudiziaria continua, il Comune invita a separare i rapporti personali dagli accertamenti della magistratura: "Dobbiamo ragionare sugli atti ufficiali, la realtà dei fatti". Sullo sfondo resta un'inchiesta nella quale Ranucci è parte offesa e che dovrà ora chiarire responsabilità, movente e dinamica dell'attentato. Ma mentre la magistratura cerca le risposte, il caso continua ad alimentare interrogativi e prese di posizione. Il giallo dell'estate, insomma, è tutt'altro che risolto.

Sigfrido Ranucci querela la magistrata Clementina Forleo: "Affermazioni calunniose"

Sigfrido Ranucci ha dato mandato al suo avvocato, Roberto De Vita, di presentare una denuncia-querela nei confronti...