Una mano tesa a Ilaria Salis, ma con una stoccata incorporata. È quella che arriva dai legali dei due ex-collaboratori parlamentari ai quali il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha riconosciuto un risarcimento di circa 300mila euro. Gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto provano a chiudere la vicenda con un'apertura nei confronti dell'eurodeputata di Avs.
"Non volendo alimentare un’inutile polemica e volendo credere che si sia trattato di un equivoco, dichiariamo senza alcun problema che, qualora l’onorevole Salis intenda corrispondere quanto dovuto, non avremo alcuna difficoltà a interrompere ogni procedura esecutiva". È quanto si legge nel comunicato inviato all’Adnkronos dai tre legali. La presa di posizione arriva all’indomani della notizia della richiesta di pignoramento del conto corrente dell’ex-insegnante per delle spese legali e della sua reazione, affidata a una nota difensiva. Salis ha sostenuto di non aver ricevuto l'atto di pignoramento, di non essere a conoscenza dell'esatto importo preteso e di non avere le coordinate necessarie per effettuare il pagamento. I legali, però, ricostruiscono diversamente la vicenda. "L’azione esecutiva, di cui non si conosce ancora l’esito, è stata promossa dopo che il pagamento è stato più volte sollecitato agli avvocati che hanno assistito Salis nella controversia e ciò, anche successivamente al rigetto dell’istanza volta a ottenere la sospensione dell’efficacia esecutiva della condanna emessa nei confronti dell’onorevole".
"Silvia Salis da Fabio Fazio per presentare il suo libro": un trappolone per Schlein?
Conto alla rovescia per Silvia Salis. Il 13 ottobre arriverà nelle librerie È già domani, il libro ...Poi arriva la stoccata. I tre avvocati ricordano che, dopo la notifica della sentenza del Tribunale di Milano, Salis ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo per la consegna di alcuni libri affidati alla loro assistita durante la detenzione in Ungheria. "Nonostante il carattere evidentemente strumentale di tale iniziativa", concludono, la loro assistita ha "immediatamente provveduto a pagare le spese legali ivi liquidate e a restituire i beni richiesti". La storia parte dal febbraio 2025, quando Ilaria Salis, da poco eletta al Parlamento europeo, interrompe il rapporto con due suoi collaboratori parlamentari, Valentina Dadda e François Gelmetti. I due contestano il licenziamento davanti al Tribunale del lavoro di Milano, sostenendo che il rapporto fosse stato interrotto senza giusta causa. Salis, invece, ha sostenuto che vi fossero inadempienze e problemi nel rapporto professionale tali da giustificare la decisione. L’Appello è fissato a Milano a metà ottobre.




