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Pier Ferdinando Casini, altro tassello verso il Quirinale: "Cos'ha fregato Salvini, cosa può fregare il Pd"

Giulio Bucchi
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Un vantaggio destinato a "perdersi in poco tempo". Pier Ferdinando Casini riflette sulle regionali in Emilia Romagna e mette in guardia il Pd da analisi errate: Stefano Bonaccini ha vinto conquistando gli elettori moderati, se ora i dem virassero a sinistra perderebbero tutto il credito guadagnato alle urne.   Leggi anche: "Cosa blinda il governo fino al 2023". Minzolini, pessime notizie per Salvini Intervistato dal Messaggero, il senatore eletto tra le fila del Pd e oggi nel Gruppo Misto, indicato da molti come tra i favoriti per la successione a Sergio Mattarella al Quirinale, riflette sul ritorno al bipolarismo: il Pd, spiega, "deve fare i conti non solo con una componente più giovanile e più radicale (le sardine, ndr) ma anche con un grande bacino di elettori moderati. È un'analisi sbagliata se il Pd pensa a quella che una volta si sarebbe chiamata l'autosufficienza della sinistra". Un ragionamento speculare va fatto nel centrodestra, che in Emilia "ha preso gli estremisti". Lo stesso Salvini "dovrebbe riflettere profondamente sul tipo di messaggio che gli arriva dall'Emilia: la Lega ha avuto un risultato strabiliante, quindi è tutt'altro che in crisi, ma la sua espansione partitica non ha coinciso con l'espansione della coalizione". In altre parole, "la differenza la fanno gli elettori moderati: in Emilia sono andati con Bonaccini in parte perché il governatore li ha convinti e in parte perché Salvini li ha spaventati".

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