La trattativa con Bruxelles non è andata come sperava Giuseppe Conte e così il premier deve utilizzare strumenti più salviniani. I partner della zona Euro infatti non hanno alcuna intenzione di fare dietrofront, lo hanno precisato anche ieri venerdì 21 giugno, quando hanno fatto sapere di "non aver discusso sulla procedura". E così - fa sapere Il Messaggero - il presidente del Consiglio cerca di mostrarsi più "muscoloso". Una delle armi potrebbe essere utilizzata per bloccare la nomina del presidente della Commissione - magari insieme ad un altro Paese - contando sull'astensione del Regno Unito, che ha un piede già fuori dall'Unione. In questo modo a Francia e Germania potrebbero mancare i voti necessari per tentare di arrivare ad un'intesa il prossimo 30 giugno. Leggi anche: Niente nomine Ue, tutto rinviato al 30 giugno Irrigidirsi con la Commissione e l'Europa - prosegue Il Messaggero - permette a Conte di tenere formalmente unita la maggioranza e di presentarsi al vertice con Luigi Di Maio e Matteo Salvini, previsto per mercoledì 26 giugno, con le carte ancora tutte sul tavolo. Quello che per il suo bene Conte sta evitando è di concedere alla scalpitante Lega la possibilità di infilarsi nello spazio di possibili e unilaterali cedimenti alle richieste di Bruxelles. È per questo che il premier vuole che il contenuto della nota di assestamento venga condiviso da tutta la maggioranza, magari anche per non essere scaricato. Così il premier sarà costretto, dopo settimane di dialogo responsabile con l'Europa, a mettere sul piatto della trattativa la compattezza di un esecutivo più complicato che mai.




