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Luigi Di Maio risponde a Conte e sfida Salvini: "Fiducia nel premier, stop agli attacchi ai ministri M5s"

di Giulio Bucchidomenica 9 giugno 2019
Luigi Di Maio risponde a Conte e sfida Salvini: "Fiducia nel premier, stop agli attacchi ai ministri M5s"

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Ha risposto un'ora e mezza dopo, Luigi Di Maio. Il leader del M5s ha scelto Facebook per replicare a Giuseppe Conte e alla sua richiesta di fiducia, mentre Matteo Salvini lo aveva fatto alle 19.10 via Twitter. Piccolo dettaglio, non marginale: non è previsto alcun incontro a tre tra il premier e i suoi due vice per confermare questa "rinnovata" comunione d'intenti. "Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica di maggioranza e ha sempre sostenuto questo Governo. Lo abbiamo sempre fatto lealmente e crediamo che ci sia ancora tanto da fare e soprattutto un contratto da rispettare - spiega Di Maio, facendo eco a Salvini -. Noi siamo leali, vogliamo metterci subito al lavoro e crediamo che i fatti siano la migliore risposta in questo momento. Da domani stesso serve subito un vertice di governo in cui vogliamo discutere insieme". Primo rilancio, con 3 cavalli di battaglia (vecchi o recenti) dei 5 Stelle: "La revisione dei vincoli europei per abbassare finalmente le tasse agli italiani anche con la Flat Tax, il salario minimo orario per i lavoratori italiani e il provvedimento sugli aiuti alle famiglie che fanno figli". Leggi anche: "Questo l'avevo sottovalutato". Conte, premier dilettante: l'amara confessione Risposta più o meno diretta anche al leader della Lega, che a sua volta chiedeva un'accelerazione su "flat Tax e taglio delle tasse, riforma della giustizia, Decreto Sicurezza Bis, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, revisione dei vincoli europei e superamento dell’austerità e della precarietà, apertura di tutti i cantieri fermi". "Chiedo finiscano gli attacchi ai ministri del MoVimento 5 Stelle - è l'affondo di Di Maio all'alleato -, rispettando il lavoro di ognuno e, siccome nel contratto c’è ancora tantissimo da fare, non è certamente il momento per proporre temi divisivi mai condivisi fuori dal contratto". Perché, taglia corto, "questa è l’unica maggioranza possibile e che può servire meglio il Paese".