Sono giorni molti complicati per Giorgio Napolitano: per la "tenuta" di Renzi, certo. Ma c'è un'altra questione che spaventa il Colle. Ed è l'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. La Corte d'assise di Palermo ha chiamato il capo dello Stato Giorgio Napolitano a testimoniare nell'inchiesta. Il punto è che si è creata una strana situazione: Totò Riina imputato nel processo in questione, ha maliziosamente fatto sapere che intende presenziare all'udienza in cui il Presidente sarà sentito in video conferenza. Come scrive l'ex magistrato Bruno Tinti su Il Fatto Quotidiano, il boss ha diritto di presenziare e i suoi avvocati hanno diritto di fargli alcune domande. E' ovvio - come sottolinea Tinti - che al Capo dello Stato non fa piacere di essere interrogato dagli avvocati del boss. E' quindi possibile che si rifiuti di deporre. Tuttavia, questo potrebbe avere delle conseguenze favorevoli per Riina in quanto, come scrive Tinti, l'imputato ha diritto di essere presente al suo processo "e, se essendo detenuto, vuole presenziare e non lo portano in aula si verifica una nullità assoluta: processo da rifare"!.




