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Berlusconi, dopo il flop del boicottaggio "sfiducia" i falchi

di Roberto Procaccinidomenica 5 gennaio 2014
Berlusconi, dopo il flop del boicottaggio "sfiducia" i falchi

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Il Cav prende le distanze dai falchi che hanno promosso il boicottaggio televisivo contro Giorgio Napolitano, ora preferisce toni distesi con tutti gli interlocutori (specie il neosegretario Pd, Matteo Renzi) per ottenere una rapida riforma della legge elettorale e, soprattutto, per raggiungere l'obiettivo principale: tornare alle urne nel 2014. Silvio Berlusconi si prepara al 2014 (dove in programma ci sono già Europee e Amministrative, ma lui conta ancora di poterci infilare le Politiche) sapendo che il primo step è organizzare la nuova Forza Italia in modo da affrontare le campagne elettorali che si profilano all'orizzonte. E il primo step passa dal ammansimento di quanti, fino ad ora, stanno tenendo le fila della polemica feroce contro gli antagonisti del partito, in primis l'inquilino del Quirinale. Sorrisi - Il Cav, insomma, cambia strategia. Stando alle indiscrezioni, sin dal principio aveva accolto timidamente l'idea del boicottaggio del discorso in tv di Napolitano (lanciata per primo dal Mattinale, la newsletter degli onorevoli azzurri ideata da Renato Brunetta, e ripresa da Daniela Santanché e dagli ambienti dei circoli Forza Silvio). Non che non ritenga più re Giorgio (garante del "Governo di pacificazione") responsabile dei suoi problemi, ma ora la priorità di Berlusconi è quella di tornare al voto in questo stesso anno solare. "Se così non fosse non farebbe tante aperture sulla legge elettorale, come invece sta facendo - dice Claudio Scajola al Corriere della Sera -. C'è grande disponibilità verso Renzi su questo terreno, perché l'obiettivo è il voto subito". I circoli - In attesa che il 7 gennaio il Cav torni a Roma, nella dirigenza di partito c'è un po' di malumore. Silvio ha in mente un modello di dirigenza basato su tre vicepresidenti, e intende favorire una robusta iniezione di facce nuove nei quadri locali e nazionali. Ma lo zoccolo duro del partito non guarda con favore a questa "sete di nuovismo": "Lo statuto di Forza Italia prevede un solo vicepresidente - punta i piedi Denis Verdini, che poi nota -. A fondare i circoli Forza Silvio siamo noi, io da solo ne ho aperti 40 in un mese. Ci rivolgiamo alle persone note. Il fatto è che siamo sempre gli stessi".