L'assist è di Matteo Renzi, il tentativo di trasformarlo in rete è di Silvio Berlusconi. La giornata politica è dominata dalle dichiarazioni del segretario del Pd. Prima l'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, dove strizza l'occhio a Beppe Grillo, al quale chiede di trasformare il Senato in una Camera delle regioni. Quindi la newsletter dove mette nero su bianco il "contratto di governo", ossia l'agenda a cui Enrico Letta dovrà attenersi per continuare il suo lavoro a Palazzo Chigi. Oltre il Porcellum - Tra i punti chiesti dal sindaco di Firenze, la riforma elettorale: sul piatto tre proposte, a patto che una di queste venga trasformata in legge nel minor tempo possibile. Renzi propone il modello spagnolo con mini-liste in collegi piccoli, oppure il Mattarellum con premio di maggiornaza oppure, infine, il doppio turno di coalizione sulla base della legge con cui vengono eletti i sindaci. Il primo a rispondere, come detto, è Berlusconi: "A proposito di legge elettorale, colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd, Matteo Renzi, sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c'è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori". La sfida di Silvio - Il Cav, in una nota, poi rilancia la sfida. "Colgo l'occasione, su un altro piano, per anticipare che, rispetto alle scadenze elettorali che già sono in agenda (e cioè le elezioni europee, e una consistente tornata amministrativa), la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire una alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato". Il messaggio è chiaro: in cambio dell'appoggio alla riforma elettorale, le elezioni, subito, già in questo 2014. Un'offerta che, per Renzi, potrebbe diventare allettante nel caso in cui sfumassero le intese sul superamento del Porcellum all'interno della maggioranza. Quello di Berlusconi è una proposta circoscritta, limitata: appoggio sulla riforma elettorale e basta; non c'è spazio per altri punti proposti nel "contratto di governo", quali la revisione della Bossi-Fini e una legge per le unioni civili.




