Difficile che qualche politico si spinga, pubblicamente e a caldo, a non condividere le parole del presidente della Repubblica nel discorso di fine anno. Più facile invece che enfatizzi le parti dell’intervento che più si adattano alla propria linea politica, cercando al limite il pretesto per piazzare un proprio slogan o un attacco agli avversari e tralasciando invece i temi più scomodi. In ogni caso, da tradizione, non passano che pochi minuti dalla fine della diretta dal Quirinale che subito inizia la corsa ad avallare, rilanciare, condividere i concetti espressi dal capo dello Stato. Anche questa volta è stato così. Con una sola eccezione: Matteo Salvini, che ha parlato per primo, pochi istanti dopo la conclusione del discorso di Sergio Mattarella. Il leader leghista non ha mai citato il presidente o le sue parole, preferendo invece evocare Dio e «il cuore immacolato di Maria». Un coro unanime in favore di Sergio Mattarella. Tutti, tranne Matteo Salvini che la notte di San Silvestro lancia agli italiani il suo messaggio, alternativo a quello del presidente della Repubblica. Nessuna polemica con il Quirinale, ma decisamente duro con il resto del panorama politico. Leggi anche: Salvini piace troppo agli italiani in tv, lo indagano. Dopo Gregoretti, altro processo politico? "Farò tutto quello che è umanamente possibile, con l'aiuto di Dio e del cuore immacolato di Maria, per restituire agli italiani lavoro, serenità e sicurezza, alle famiglie speranza e futuro, ai giovani certezze e diritti, nel nome del valore supremo della libertà, oggi troppo spesso negata". E c'è un solo modo per realizzarlo, al di là dell'intervento divino auspicato dal leader della Lega: diventare premier, come spiegato in una lunga intervista a Pietro Senaldi su Libero. "Un nuovo anno senza retorica, mandiamo a casa il governo - spiega Salvini nel suo videomessaggio -. No al nulla cosmico del ciuffo di Giuseppe Conte", è il suo passaggio sprezzante nei confronti del premier. E poi, sul processo Gregoretti che incombe sulla testa dell'ex ministro degli Interni: "Se andrò a processo non sarà un processo a un singolo, ma a un intero popolo. Io vado avanti con il sorriso". E su Quota 100, la riforma che il governo di Pd e M5s pensa a smantellare, è categorico: "Non si tocca" Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev



