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E il Cavaliere prosegue la strategia del silenzio: nel Pdl si guarda a un Monti-bis

Tenere la porta aperta a un Monti-bis potrebbe essere l'unico modo per contare nella formazione del prossimo governo
di Matteo Legnanidomenica 16 settembre 2012
E il Cavaliere prosegue la strategia del silenzio: nel Pdl si guarda a un Monti-bis

2' di lettura

  Si dice che tra i due litiganti il terzo gode. Dev'essere a questa massima che il Cavaliere, al secolo Silvio Berlusconi, sta prestando fede in questa confusa fase politica. In silenzio era rimasto durante il soggiorno estivo in Costa Smeralda, durante il quale aveva aperto le porte di villa Certosa a pochi, fidati, amici e collaboratori, lasciando filtrare appena qualche notizia sul suo jogging, la dieta e un fantomatico discorso di discesa in campo che avrebbe letto a pochi intimi, per riceverne giudizi e sensazioni. Per mantenere quel silenzio, poi, qualche giorno fa Berlusconi è partito per il Kenya, destinazione il lussuoso resort di Malindi dell'amico Flavio Briatore, in compagnia del quale sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza. Anche in questo caso, riserbo assoluto sul soggiorno: si sa solo che il Cav sta facendo lunghe camminate, qualche gita in barca e che, dieta a parte, gradisce particolarmente la zuppa di pollo cucinata dallo chef del "Lion in the sun". Certo, i fan del Pdl fremono: vorrebbero (al pari di alcuni maggiorenti azzurri) che Silvio rompesse gli indugi e annunciasse una volta per tutte la sua candidatura a premier. O quantomeno, che facesse sentire la sua voce per interrompere lo starnazzare dei leader della sinistra, che litigano tra loro come se avessero già vinto le elezioni. Un appello che qualche giorno fa anche Libero ha rivolto al Cavaliere. Epperò, la strategia del silenzio, che col passare dei giorni si è estesa anche ai colonnelli del partito, sembra dare i suoi frutti: nei sondaggi, infatti, il Pdl non solo non perde, ma guadagna pure, arrivando vicino al 22%. Segno che gli elettori cominciano ad averne le scatole piene non solo dei Bersani e dei Renzi, ma anche dei Grillo e dei Casini e tornano a guardare chi si astiene da litigi e proclami roboanti cui poi difficilmente potrà dare seguito. Anche nel Pdl è diffusa la convinzione che lla fine il "rottamatore" sindaco di Firenze spaccherà il pd, singendo bersani sempre più verso vendola e Casini di nuovo verso un'intesa con gli azzurri. E poi c'è (oltre all'incognita della legge elettorale) una questione strategica: Nonostante i sondaggi incoraggianti, sono in pochi nel Pdl a ritenere probabile un successo elettorale. Ed ecco, allora, che tenere un basso profilo e la porta aperta a Monti e al suo esecutivo (anche in vista di un bis del prof, ma con legittimazione popolare), potrebbe essere per gli azzurri una strada irrinunciabile, per poter poi dire una parola importante sul dopo-elezioni, in termini di formazione di orientamento dell'esecutivo. Domani, comunque, Berlusconi sarà di nuovo in Italia  e venerdì è atteso ad "Atreju", la manifestazione dei giovani Pdl. Vedremo se la linea del silenzio proseguirà o se, in questi giorni sottotraccia, il Cavaliere ha preparato quel colpo di scena che molti dei suoi elettori attendono.