Cosenza, 22 mag. - (Adnkronos) - Centomila firme in due settimane per cambiare la legge elettorale. E' la sfida lanciata dal presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che ha presentato oggi la petizione in un'assemblea pubblica alla quale hanno partecipato tantissimi sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali, rappresentanti di partiti, movimenti, associazioni, comitati e cittadini giunti da ogni parte della Calabria e che hanno accolto l'invito lanciato nei giorni scorsi dal presidente della Provincia di Cosenza a non far cadere nel vuoto l'appello accorato del Capo dello Stato Giorgio Napoitano affinche' si proceda speditamente alla riforma del Parlamento, alla riduzione del numero dei Parlamentari e alla modifica dell'attuale legge elettorale. "Io credo -ha detto Oliverio- che le recenti vicende politiche e, in particolar modo, l'ultima competizione elettorale conclusasi ieri, segnalano un malessere profondo, un allargamento dell'astensionismo, un fenomeno preoccupante e che non puo' non essere rimosso e rispetto al quale le forze democratiche non possono rimanere indifferenti. Le ragioni di questo malessere sono da ricercare in primo luogo nelle gravi condizioni economico-finanziarie delle nostre famiglie costrette a fronteggiare una crisi gravissima e nell'assoluta inadeguatezza delle risposte che ad essa si tentano di dare. Ma una delle principali ragioni del malessere risiede in una legge elettorale che ha determinato una condizione di sistema per cui, appunto, questo allargamento del distacco tra la gente e la politica e' diventato sempre piu' profondo". Da qui l'dea di lanciare una iniziativa capace di produrre una spinta finalizzata ad aiutare i partiti e il Parlamento a mettersi in sintonia con il Paese e a realizzare le riforme, a modificare la legge elettorale e a dare un contributo forte e deciso per superare il grave momento che stiamo vivendo. "E' suicida -ha affermato- chi pensa di mantenersi rinchiuso e asserragliato nella cittadella dell'autoconservazione, a partire dal Parlamento. Il potere di selezionare la rappresentanza deve ritornare in mano al popolo, ai cittadini elettori".




