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Giuseppe Conte, retroscena Minzolini. La Boschi: "Cose fatte a caso", l'esplosiva bozza sui servizi segreti

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Il presidente Mattarella chiede concordia e in tutta risposta Giuseppe Conte va avanti a spron battuto, per conto suo, senza ascoltare nemmeno le voci della sua maggioranza. Augusto Minzolini, nel suo retroscena sul Giornale, ne dà prova concreta riportando le rimostranze di un paio di pezzi da 90 dei giallorossi, su due dossier pesanti e caldissimi. Il primo, la creazione dell'Istituto italiano di cybersicurezza imposto dal premier nella legge di bilancio.

 

 

 

Una mossa che ha fatto saltare sui tavoli Pd e Copasir. "Una follia - ha spiegato Marco Minniti -, messa così è una struttura che potrebbe andare per i cavoli suoi, che potrebbe mettere in piedi i rapporti che vuole pure con i privati...". Conferma Maria Elena Boschi di Italia Viva: "Quando Conte ci ha fatto recapitare la bozza del provvedimento gli abbiamo detto che non andava. Ma lui imperterrito ha insistito. Ora ha la bozza, ma non ha la maggioranza per approvarla. Fa parte della serie delle cose fatte a caso dal governo: avviene per le cose che si risolvono e non".

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