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Elly Schlein a caccia dei loro voti: faida aperta con "l'alleato" Conte

di Elisa Calessigiovedì 4 giugno 2026
Elly Schlein a caccia dei loro voti: faida aperta con "l'alleato" Conte

3' di lettura

Il nuovo terreno di competizione, tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, sono i giovani. Per carità, si tratta di una fetta di popolazione decisamente trascurata dalla politica e invece fondamentale, rappresentando il futuro di un Paese. Ma non è sfuggito, ai cultori del campo largo, l’improvviso e simultaneo interessamento dei due leader alla categoria. Così come il fatto che, ancora una volta, il primo a cavalcare il tema è stato il leader del M5S, subito inseguito dalla segretaria del Pd.

Ha cominciato, dunque, Conte, in un’intervista a Il Messaggero, sottolineando come «sei milioni di giovani siano inattivi», senza studio né lavoro, e come «due su tre si dicono molto preoccupati per il futuro» e proponendo, se mai tornasse al governo, un piano per favorire il rientro in Italia dei giovani emigrati all’estero, attraverso incentivi fiscali sia per chi torna, sia per le imprese che decidono di assumerli. Progetto che prevede agevolazioni quinquennali, con l’obiettivo di rendere il Paese più competitivo e attrattivo per le nuove generazioni. Tra le misure il congedo paritario, sostegni per l’acquisto della prima casa, aiuti sugli affitti. «Bisogna consentire ai giovani di guardare al futuro con speranza», ha spiegato Conte.

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LE PROPOSTE

Pochi giorni dopo, sempre dal M5S, si è annunciato l’intenzione di creare un’organizzazione giovanile. Una realtà che esiste in tutti i partiti, ma che nel M5S ancora non c’era. Si chiama Network Giovani, è dedicata agli iscritti under 36 e nasce dalla volontà di pescare in una generazione spesso lontana dalla politica, ma pronta a interessarsene se la causa appassiona (come si è visto nelle manifestazioni per Gaza e nel referendum sulla giustizia).

Dal Pd, che una organizzazione giovanile ce l’ha già, hanno risposto con una proposta di legge. La presenterà oggi pomeriggio Elly Schlein alla sede del Pd: una legge per garantire ai giovani il «diritto a restare nelle comunità in cui nascono e crescono». Insieme a lei, ci saranno Marco Sarracino, responsabile Sud e aree interne nella segreteria Pd e primo firmatario della proposta, la senatrice Cecilia D'Elia e Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani democratici, uno dei nuovi volti voluti da Schlein e che, forse, ritroveremo nel prossimo Parlamento.

Ma non è finita. The competition go on. E così ieri Conte ha festeggiato la Festa della Repubblica pubblicando un video sull’incontro a Roma con i ragazzi del liceo scientifico Federico II di Apricena, vincitori di un concorso su un progetto riguardante la Costituzione. «Quanta carica dà sentire queste ragazze e questi ragazzi che non ci girano intorno e prendono la realtà di petto», ha detto il leader del M5S. “Il 2 giugno, gli 80 anni della Repubblica, del primo voto di tante donne e dell'Assemblea costituente voglio celebrarli così: ascoltiamo i giovani, combattiamo per loro e con loro, agiamo per realizzare davvero i valori della nostra Costituzione. Viva l'Italia, viva la Repubblica", ha poi scritto sui social, postando un video che immortala un momento dell’incontro in Parlamento.

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I GAZEBO

Giovani, dunque. Millennials, generazione Z, il grande bacino dell’astensione. Un tesoretto per le elezioni politiche, ma, ancora prima, per le primarie, quando si svolgeranno (probabilmente in autunno). Tanto più perché le primarie, a differenza delle elezioni vere, tradizionalmente - almeno quelle organizzate dal Pd - sono aperte al voto già dei 16enni. Si capisce, quindi, che il bottino fa gola. È decisivo. Chi riuscirà a conquistarli, avrà una marcia in più nei gazebo. Lo sa bene Schlein, che proprio grazie a una mobilitazione di un elettorato giovane, lontano dal Pd, ai margini dei circuiti tradizionali della militanza, è riuscita a ribaltare il voto degli iscritti dem e a diventare segretaria del Pd.

E lo ho capito Conte, velocissimo nel cogliere i segnali elettorali. Intanto cresce l’ipotesi che le primarie si svolgano in novembre, in due turni, come fu nel 2012. Sarebbe la finestra perfetta, nel caso in cui le elezioni - come pare - si svolgano in primavera. Ci sarebbe il tempo dello scontro e quello per ricomporre le divisioni, ricomponendo la squadra.