Rompe il silenzio Mauro Giannini, dopo che su di lui è stato detto di tutto. Il motivo? Una foto pubblicata in cui il sindaco di Pennabilli, in provincia di Rimini, ha indossato una semplice camicia di colore nero in occasione della festa della Repubblica. Non solo, perché critiche sono piovute anche dall'Anpi e dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, secondo il quale "celebrare il Tricolore significa essere coerenti con dei valori che sono l'antitesi delle camicie nere, del fascismo, della privazione della libertà. Quindi non si può festeggiare la Repubblica se non ci si riconosce nei valori dell'antifascismo"
"Caro Presidente della Regione Emilia-Romagna De Pascale, innanzitutto preciso che per la Festa della Repubblica ‘non mi sono vestito da Fascista’ con tanto di fez e stivaloni al ginocchio ma ‘ho semplicemente indossato’ una elegante camicia di colore nero. Caro Presidente, Lei non ha titolo per affermare che un Sindaco democraticamente eletto non possa partecipare alla Festa della Repubblica se non si dichiara antifascista", è la replica del primo cittadino all'esponente del Pd. E ancora: "Io ‘sono Repubblicano’ e per la Repubblica Italiana, a differenza Sua, ho rischiato la vita in diversi teatri di guerra e sono tuttora pronto a difenderla in ogni momento e contro chiunque".
Bonaccini, "colpo di mano della Meloni". Subito smentito dai sondaggi
"Meloni teme di perdere le elezioni e prova a cambiare le regole del gioco". Stefano Bonaccini, evidentemente ...Finita qui? Niente affatto: "Al posto di guardare al nero della mia camicia venga a vedere il verde estivo e il bianco invernale dei nostri monti con tutte le problematiche che la vita di montagna comporta, non pensi solo alle vongole. La aspetto a Pennabilli a braccia aperte (non tese)". Poi, in uno scatto postato dallo stesso Giannini, si vedono l’ex governatore dell’Emilia-Romagna, oggi europarlamentare, Stefano Bonaccini, e il segretario del Pd, Elly Schlein, indossare capi total black. E ora la sinistra come commenta?




