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Giorgia Meloni, attacco in aula ai vannacciani: "La vera destra non è mai funzionale alla sinistra"

giovedì 11 giugno 2026
Giorgia Meloni, attacco in aula ai vannacciani: "La vera destra non è mai funzionale alla sinistra"

3' di lettura

Giorgia Meloni "sistema" i vannacciani. Nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell'Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo, il presidente del Consiglio risponde a Emanuele Pozzolo. Nonché ex deputato di FdI passato a Futuro Nazionale. "Collega Pozzolo, mi dispiace francamente che abbia cambiato idea sul tema dell'interesse nazionale perché quello che stiamo facendo noi a tutela dell'interesse nazionale è quello che c'è scritto nel nostro programma. Programma per realizzare il quale lei e altri siete stati eletti all'interno delle file del centrodestra in questo Parlamento. Ciò nonostante per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia. Votare contro la fiducia a un governo per chi ci ascolta significa votare per mandare a casa quel governo. Esatto, bene. Io penso, collega, che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l'interesse nazionale e quindi di grazia non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra". 

Tornando all'attualità, Meloni ribadisce che "noi ambiguità non ne abbiamo neanche sul tema dell'ingresso dell'Ucraina nell'Ue. Su questo ho detto che penso che sarebbe un errore, per esempio, consentire che il percorso di adesione di Kiev fosse più veloce di quello dei Balcani occidentali. Penso che noi faremmo un errore a utilizzare due pesi e due misure. Penso che faremmo un errore a dare il messaggio che ci sono delle nazioni che sono più importanti di altre. E penso che, dall'altra parte, noi dobbiamo rispettare tutti i paesi che vogliono aderire, dall'altra abbiamo un tema di urgenza che è sicuramente legato alla questione Ucraina".

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Da qui la frecciata alle opposizioni: "Sulla partecipazione al vertice in Montenegro" ho sentito "ricostruzioni che sono francamente abbastanza surreali, cioè che io non sarei andata perché ero piccata. Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara arrivati a questo punto quando ho qualcosa da dire, io la dico. Non è che faccio queste cose 'nannimorettiane': mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente. Io non sono abituata a lavorare così: quando ho qualcosa da dire, io prendo e la dico". E ancora; "Non so se voi eravate abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l'Italia non debba avere atteggiamenti infantili. Ma qual è il messaggio che date quando sostenete queste tesi nel tentativo di attaccare il governo italiano che cos'è che stiamo dicendo? Che l'Italia ha cambiato idea, che l'Italia ha perso tempo, che l'Italia non è più interessata a un quadrante e a una regione che per noi è fondamentale per interesse? Cerchiamo di avere il senso della misura perché io lo capisco il dibattito, figuriamoci sono stata all'opposizione una vita. Però c'è un limite oltre il quale si deve capire che non si sta colpendo il governo, si sta colpendo l'interesse nazionale: lì fermiamoci". 

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E sulla patrimoniale tanto cara a Nicola Fratoianni e compagni di Alleanza Verdi e Sinistra italiana: "Collega Fratoianni, la patrimoniale noi l'abbiamo messa proprio sui patrimoni altissimi, e cioè tassando quelle banche alle quali si fa riferimento e anche ultimamente le società energetiche. Aveste avuto voi lo stesso coraggio negli anni passati, le cose sarebbero andate un po' meglio. Dopodiché capisco che non sempre si può avere quel coraggio, soprattutto quando si accettano i contributi di uno speculatore finanziario come George Soros".