"Il termine patrimoniale non mi piace, ma andiamo oltre la questione semantica. È immorale non aggredire i super paperoni nel momento in cui le diseguaglianze esplodono e la forbice tra ricchi e poveri si allarga. Si deve fare": a dirlo Chiara Appendino, ex sindaca di Torino nonché deputata del Movimento 5 Stelle, mettendo in evidenza una spaccatura piuttosto importante all'interno del M5s. Solo qualche mese fa, infatti, il leader pentastellato Giuseppe Conte sull'ipotesi patrimoniale aveva detto tutt'altro: "Per il M5s non è all’ordine del giorno".
Intervistata da La Stampa, la Appendino ha spiegato che sarebbe giusto secondo lei adottare la proposta di Oxfam: "Basta fare copia-incolla. Un’imposta sui patrimoni oltre i cinque milioni di euro, si stima che siano 50mila persone, lo 0,1 per cento della popolazione. Si ricaverebbero 15 miliardi di euro. E io faccio un passo in più: bisognerebbe interpretarla come una tassa di scopo, e vincolare quei soldi a una spesa specifica". E ancora: "Per me sono risorse che dovrebbero servire ad abbattere le liste d’attesa. Con 15 miliardi si potrebbero fare mille ospedali di comunità, 16mila posti letto, 1500 nuove tac, si garantirebbe lo stipendio a 4mila nuovi medici per dieci anni e 10mila infermieri per dieci anni. Così sì che si abbattono le liste d’attesa, non con le proposte della destra utili solo a fare propaganda".
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"La patrimoniale è stata fatta in questi anni sulla pelle della maggioranza dei cittadini e delle cittadine ...Quando le è stato fatto notare che la posizione di Conte è diversa, lei ha replicato: "Conosco la posizione del presidente, ma dentro al Movimento il tema delle diseguaglianze è molto sentito. Molti la pensano come me: in questo periodo stiamo lavorando a Nova, il cantiere del programma: io ho partecipato a Torino, e al tavolo in cui si discuteva di temi economici, la tassa sui grandi patrimoni è emersa. Ed è successo anche in altre città. Non basta solo la tassazione degli extraprofitti". Riferendosi agli elettori, poi, ha aggiunto: "Penso che la maggioranza dei cittadini sia favorevole a strumenti di redistribuzione della ricchezza: discutiamone e portiamo il tema al tavolo progressista, dove Avs è già favorevole".
All'obiezione sui ricchi che scapperebbero subito da un’altra parte, la Appendino invece ha risposto: "Mi sembra una scusa per non fare quello che è giusto fare. In questo momento non mi preoccupano i ricchi che scappano, ma un ceto medio sempre più fragile che scappa da città sempre più costose. Il tema è esattamente il contrario".




