Tre anni senza Silvio Berlusconi. E il “suo” mondo, quello della famiglia, dell’azienda e della politica, l’ha commemorato con un filo conduttore: la sua esperienza, il suo messaggio e il suo mito sono ancora presenti, a lasciare l’esempio e a tracciare strade per il futuro.
Ieri, come ormai da tradizione, i suoi figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi si sono ritrovati ad Arcore per una messa in suffragio e un pranzo per onorare il ricordo stando insieme. Con loro anche il fratello Paolo, Marta Fascina, ultima compagna del fondatore di Forza Italia, l’ad di Fininvest Danilo Pellegrino e poi i “pionieri” che con Silvio Berlusconi condivisero l’epopea televisiva, sportiva e politica: Fedele Confalonieri, Adriano Galliani e Marcello Dell’Utri.
RICORDO DELLA FAMGILIA
Giovedì sera a Cologno Monzese, quartier generale di Mediaset, si è svolto un evento di commemorazione con tutti i dirigenti e i collaboratori. Un evento che ha visto l’esibizione dei Pooh. Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di MFE, ha ricordato così suo papà: «Dobbiamo rendere grazie alla sua energia, al suo entusiasmo, alla sua capacità di voler bene, che sono parte indelebile del nostro dna e che noi tutti insieme facciamo vivere e respiriamo tutti i giorni». E ha aggiunto, rivolto alla squadra del gruppo televisivo: «Ormai sono passati tre anni, ma per me questo continua a essere un momento emozionante e commovente. Penso che voi lo percepiate: poter stare qui con voi è il regalo più bello in assoluto».
Il fratello del quattro volte premier, Paolo Berlusconi, sollecitato dal Tg1 è tornato sulla dimensione internazionale: «Silvio era un visionario, più che sulla realtà si basava sull’utopia». Era, ha detto, «un apostolo della pace». E poi c’è la sua creatura politica, Forza Italia. E quell’universo delle istituzioni e del dibattito pubblico cui è appartenuto fino all’ultimo momento di vita. Non è un caso, infatti, che la primogenita Marina abbia raccontato che gli ultimi appunti vergati da suo padre poco prima di morire fossero dedicati proprio a una sorta di “carta dei valori” di Forza Italia. Ieri, quindi, il partito azzurro gli ha reso omaggio. Il segretario Antonio Tajani con una lunga lettera sul Giornale in cui fissa l’attualità del pensiero politico del fondatore. Poi con un video social. Il ministro degli Esteri parla così di Silvio, del quale fu anche portavoce nel 1994: «Era un amico fraterno, un grande leader, un campione in tutto. Questo era Berlusconi, una persona perbene. Era pronto ad aiutarti quando avevi momenti difficili anche dal punto di vista personale». Il partito poi lo ricorda con un video social costruito con immagini che hanno segnato il suo percorso di leadership, dalla discesa in campo al vertice di Pratica di Mare fino al discorso di Onna, e si chiude così: “Sempre presidente”.
GLI OMAGGI
Poi una serie di card con i principi di Forza Italia su fisco, giustizia, impresa, e il claim “ce lo hai insegnato tu, Presidente”. Il Punto Azzurro, magazine interno che viene trasmesso nelle chat di partito, si concentra sul “berlusconismo categoria autonoma della politica”.
Così come per tutto il giorno si susseguono le dichiarazioni a ricordo. Tra cui quelle dei capigruppo alle Camere. Stefania Craxi, che guida il gruppo al Senato, ricorda: «Lo chiamavo affettuosamente “Monsieur le combattant”, usando la lingua francese che tanto amava, quella delle canzoni che cantava con passione, insieme a quelle della tradizione italiana». Enrico Costa, alla Camera, sottolinea: «Silvio Berlusconi ha saputo indicare la strada al Paese con coraggio e lungimiranza.
Portarla avanti significa difendere la centralità della persona, la libertà dei cittadini, lo stato di diritto e l'equilibrio tra i poteri dello Stato». Omaggi arrivano anche dagli alleati. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolinea: «Resta il ricordo di un protagonista assoluto della vita politica italiana. Con lui abbiamo condiviso un percorso politico e di governo, fondato su una visione dell’Italia e sull’idea che l’amore per la libertà sia il motore di tutto». Il leader della Lega Matteo Salvinio: «Ci manchi, Silvio».




