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Ilaria Salis diventa trumpiana: "Meloni e la foto? Chissà se è vero. Ma..."

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venerdì 19 giugno 2026
Ilaria Salis diventa trumpiana: "Meloni e la foto? Chissà se è vero. Ma..."

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"Trump: ‘Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena’. Chissà se è vero o se si tratta dell’ennesima sparata di Trump. Ma, vera o falsa che sia, la frase suona perfettamente credibile - questo il commento dell'eurodeputata di Avs Ilaria Salis sui social -. Ed è proprio questo il problema. Altro che credibilità internazionale. Il nostro Governo è totalmente subalterno e succube degli Usa – fino al punto di rendersi ridicolo. Povera Italia". Incredible. Pur di attaccare la leader di fratelli d'Italia, l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra diventa con disinvoltura trumpiana. E lo diventa pur senza darsi risposta sulla veridicità dei deliri trumpiani. Ovvero lo diventa a scatola chiusa: l'anarchica dà credito al tycoon emblema del Maga. Del resto, le parole di lady okkupazioni ricalcano quelle di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Il co-portavoce dei Verdi è arrivato - luneare ma vero - a chiedere le dimissioni di Meloni. Siamo insomma alla follia bella e buona.

Poi c'è anche chi ha difeso la presidente del Consiglio dagli attacchi del presidente americano. Un esempio? Carlo Calenda, che ha affidato ai social le sue considerazioni sul tema. "Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della Nazione", ha spiegato su X il leader di Azione.

"L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico - il commento di Giuseppe Conte -. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza".

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