Altro che boutade. Altro che esagerazioni. Col nostro titolo di venerdì scorso: «Il Papa scomunica pure Vannacci», ci avevamo preso in pieno. E ora, dopo la scomunica, rischia di arrivare pure lo scisma interno a Futuro Nazionale.
Prima di spiegare chi potrebbe salutare il generale, però, serve un breve riassunto della puntata precedente. A Écône, in Svizzera, nel Canton Valdese, mercoledì scorso gli scissionisti lefebvriani hanno ordinato quattro nuovi vescovi. Ovviamente senza il mandato pontificio. E il Vaticano ha proceduto con la scomunica dei vescovi e dei fedeli che erano lì presenti. Tra questi ultimi erano presenti anche alcuni esponenti dell’estrema destra italiana, compresi i vannacciani Mario Borghezio e Lorenzo Gasperini. Due nomi, badate bene, non di secondo piano. Il primo, ex leghista di lungo corso, è stato “incoronato” con tutti i riguardi all’atto del suo ingresso in Futuro Nazionale; il secondo, Gasperini, è palesemente riconosciuto come l’ideologo di Vannacci. Ci sarebbe lui sia dietro il successo editoriale del libro “Il Mondo al contrario”, che lanciò la carriera politica dell’ex generale, sia dietro le teorie molto borderline su femminicio e ruolo delle donne nella società, rilanciate da Vannacci durante l’assemblea costituente di Futuro Nazionale a Roma il 13 e 14 giugno scorsi.
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Quelle presenze e il successivo silenzio di Vannacci, hanno scosso la base di Fn, già provata dagli ingressi di troppi «riciclati» della politica e di drappelli di figure appartenenti ai vari movimenti dell’ultradestra. Malumori dei quali Libero ha dato conto ieri. Ebbene, se fin qui i maldipancia e le critiche erano rimaste sottotraccia, da ieri c’è anche chi ha deciso di esporsi pubblicamente per manifestare la deriva presa da Futuro Nazionale. Sul sito di Patto Italia è stato pubblicato un comunicato che prende le distanze dai presenti a Écône e chiede a Vannacci da fare ufficialmente altrettanto. A parlare, in quel comunicato, non è una persona qualunque, ma Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori e fondatore di Patto Italia.
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Per questo, Ruvolo ritiene anche che «il generale Vannacci e il Coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, debbano subito prendere le distanze dal comportamento di Lorenzo Gasperini, ideologo e coordinatore del programma di Futuro Nazionale, che ha messo in discussione l’unità della Chiesa e la sua dottrina, ribadendo con chiarezza che il suo comportamento è frutto di scelte personali che non rappresentano, in alcun modo, la linea di Futuro Nazionale».
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Quella di Patto Italia e del suo fondatore Ruvolo è una presa di posizione importante. Questo perché Ruvolo, come detto, è una figura di primissimo piano nella galassia imprenditoriale italiana e non solo in quella vannacciana. L’industriale classe ’71 originario di Milazzo è a capo di Confimprenditori, organizzazione che rappresenta ai tavoli oltre 300mila aziende italiane. Proprio da questa esperienza è nato Patto Italia. Di Ruvolo, che nel novembre scorso fece un sondaggio per acquistare da Gedi La Repubblica, è anche la sede nazionale di Fn a Roma in via Lucina, che l’imprenditore ha ceduto in comodato gratuito al generale. Tanto che nel giorno dell’inaugurazione c’era lui nelle foto al fianco di Vannacci. E proprio in quella sede nei prossimi giorni è previsto un vertice tra Ruvolo e Vannacci, con all’ordine del giorno la “cacciata” dei lefebvriani, le cui posizioni stanno mettendo in forte imbarazzo sia la Confederazione sia Patto Italia e il chiarimento su alcune tesi programmatiche portare avanti dal generale e dal suo nuovo colonnello, Gianni Alemanno. Patto Italia si è fin da subito definito «amico» dell’ex sindaco di Roma, ma alcuni punti riguardanti la politica carceraria di Alemanno, vanno approfonditi e limati per poter essere condivisi in toto. Da quell’incontro sapremo anche se in casa Vannacci tornerà la pace o se ci troveremo di fronte al primo, dolorosissimo, scisma di Futurno nazionale.




