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Giuseppe Conte in Commissione Covid: "Chi sono i veri patrioti", insulti al governo

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giovedì 6 agosto 2026
Giuseppe Conte in Commissione Covid: "Chi sono i veri patrioti", insulti al governo

7' di lettura

È iniziata a Palazzo San Macuto l'audizione del leader del M5s, Giuseppe Conte, davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid. La seduta, inizialmente prevista per le 11, è slittata di circa quattro ore a causa del protrarsi dei lavori dell'Aula della Camera. La relazione dell'ex premier durerà fino alle 18, come annunciato dal presidente della commissione, Marco Lisei. Seguirà la sessione di domande.

Al centro dell'audizione la gestione della pandemia, i Dpcm, l'approvvigionamento di mascherine e la campagna vaccinale. A Conte sarà chiesto conto anche delle testimonianze rese nelle ultime settimane dagli imprenditori ascoltati dalla commissione, con particolare attenzione alle consulenze pagate da alcune aziende per ottenere commesse pubbliche. Il caso più discusso riguarda una società che avrebbe versato 454 mila euro per una consulenza preliminare, vicenda che alimenta gli interrogativi sui controlli esercitati da Palazzo Chigi sulla struttura commissariale. Tra i dossier più delicati anche quello dell'avvocato Luca Di Donna, ex collega di Conte, sul cui ruolo nelle procedure per le forniture la commissione punta a fare chiarezza. 

Conte difende l'uso dei dpcm
Il dpcm "veniva adottato su proposta del ministro della Salute, sentiti gli altri ministeri, sentito il parere delle regioni, sentito il Cts" ed "è diventato uno strumento molto agile, in modo da intervenire prontamente in base all'evoluzione del contagio": "ci è apparso" lo strumento "più idoneo per l'applicazione delle misure in modo uniforme, per quanto necessario". Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, durante l'audizione in commissione Covid. "Il dpcm offre un più ampio ed efficace spazio di tutela dei cittadini. Lo può impugnare un singolo cittadino davanti al Tar, ed è anche successo", ha evidenziato. 

"Mai esercitato poteri sostitutivi dello Stato"
"Non abbiamo mai preso in considerazione la possibilità di esercitare il potere sostitutivo dello Stato per consapevole scelta politica, non solo funzionale. Abbiamo cioè preferito coltivare un costante dialogo con le autorità territoriali. La gestione dell'emergenza è stata gestita con tre pilastri: le ordinanze del ministero della Salute, la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale in Cdm, che ci ha consentito di attivare tutti i presidi di protezione civile e assistenza sanitaria, e poi i decreti legge e Dpcm". Lo ha detto Giuseppe Conte in commissione parlamentare d'inchiesta sull'emergenza Covid.

"Pnrr come il Trattato di Maastricht"
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) "non è solo fatto economico. Siamo riusciti a imprimere una svolta in Europa": lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in audizione presso la commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid. "Un punto di svolta rispetto alla storia dell'Europa che vale quanto il Trattato di Maastricht" cioè "è stato introdotto un Piano di intervento sulla base della solidarietà", ha spiegato.

"Italia modello internazionale"
"Nonostante le polemiche, l'Italia è stata realmente un modello nei fatti, a livello nazionale e internazionale. La nostra economia si è dimostrata particolarmente resiliente proprio in ragione delle misure di contenimento del contagio e di un poderoso piano di interventi a sostegno di famiglie e imprese - ha detto Conte -. Non è stato un rimbalzo temporaneo ma una capacità di ripresa che ha mostrato la vitalità del sistema Italia". Poi ha sottolineato che i protocolli per la sicurezza sul lavoro e le misure economiche adottate dal governo furono recepiti all'estero: "Sono stati copiati da Spagna, Francia e Grecia, recepiti dall'Unione europea e dall'Oms come strumenti di mitigazione del rischio. Ogni volta che adottavamo un Dpcm, le ambasciate lo traducevano e lo diffondevano nelle cancellerie straniere".

"Scavate quanto volete, non troverete nulla di illecito"
"Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda, perché comportamenti illeciti semplicemente non ci sono mai stati. Io ho svolto il mio compito con disciplina, onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che gettate finiscono per estendersi anche su uomini e donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale", ha detto il deputato e leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. 

"Costruito circuito mediatico su di me. Voi dov'erate?"
"Mi avete accusato di tutto con domande fatte qui e con un circuito mediatico costruito fuori fuorviante e distorsivo che non contribuisce all'accertamento della verità. Perché il fatto di mettere al centro me stesso di fatto crea un cono d'ombra su tutto il resto. Dove eravate durante la pandemia? Cosa avete fatto? La vostra presidente Giorgia Meloni mi dava del criminale nelle trasmissioni televisive. Ma quale è stato il contributo dell'opposizione? Pensate che una forza di opposizione non abbia nessuna responsabilità di fronte al Paese. Qualche settimana fa, durante un'intervista con Nicola Porro, Meloni si è detta interessata a comprendere l'utilizzo fatto delle risorse pubbliche", ha detto il leader M5s. E poi: "Non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia perché finiscono per estendersi anche su donne e uomini dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Per non parlare delle famiglie, delle vittime e dei cittadini che hanno fatto enormi sacrifici per tutelare l'incolumità di tutti, a partire dai più fragili. Uso una parola molto cara da parte di alcuni, anche se qui finiamo di oscurarne il significato: sono loro i veri patrioti, erano loro in trincea. Poi ci sono non i veri patrioti, ma gli speculatori di una grave tragedia nazionale e internazionale. Ricordo e sottolineo che non ricordiamo un vostro contributo utile, da parte degli speculatori, un suggerimento plausibile come gesto di responsabilità per la difesa del Paese".

"Irresponsabile escludere Regioni da perimetro indagine"
"Avete escluso irresponsabilmente dal perimetro di indagine di questa commissione le Regioni che hanno la responsabilità di gestire la sanità, potremmo ritrovarci qui cento volte ma non mi permetterete di entrare in quello che è un aspetto sostanziale della pandemia. Volete proteggere i vostri amministratori, le regioni più colpite sono state il Veneto, il Piemonte, come facciamo se non approfondiamo quanto accaduto a livello regionale? È un problema serio di responsabilità", ha aggiunto Conte.

"Io paura di parlare? Non accetto lezioni su questo"
"Si è accreditata l'idea che io avessi paura a parlare in questo contesto: non ho mai avuto paura, ho sempre operato in trasparenza, chi parla in questo modo non mi conosce. Sulla paura, non posso accettare lezioni da chi non può darne: abbiamo visto solo ieri situazioni di chi ha paura, scappa, difende compagni di partito". Così Giuseppe Conte. E ancora: "Questo governo ha trovato 209 miliardi su un piatto d'argento, lasciati da noi: non capita mai. Se ritenete che ci sia stato qualche errore, parliamone ma vi prego non parliamo di paura". Sull'occupazione in periodo Covid: "Abbiamo lavorato in una situazione di grande difficoltà per cercare di salvare il Paese senza distinguere il giorno dalla notte. Nel 2020 abbiamo salvato oltre 330mila posti di lavoro grazie al blocco dei licenziamenti che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare, al contrario di altri Paesi. Il blocco dei licenziamenti è la ragione per cui siamo riusciti poi a ripartire con grandissimo slancio".

"Io in prima fila, altri ad alimentar polemiche"
"Già durante la pandemia, c'è stato chi, anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea, si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili", ha sottolineato il leader del M5s Giuseppe Conte durante la sua audizione in commissione Covid ribadendo ancora una volta di volere "riferire tutto", anche per una questione d'onore. "Onore, ha deplorato, che qualcuno invece ha perduto".

"Documento anonimo già consegnato a Procura"
"Devo depositare un documento che mi è pervenuto con lettera anonima e l'ho consegnato lunedì alla Procura di Roma, è redatto il 14 aprile 2022, mi è arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche, consta di dieci pagine" sulla "consegna delle mascherine". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte audito in commissione Covid sottolineando che "c'è la possibilità che siano stati consegnati a una società privata milioni dello Stato, una cifra enorme" "per mascherine non corrispondenti a caratteristiche anticipate e dichiarate". "Leggendo questo che è un verbale emergerebbe - spiega Conte - che tutti i colli depositati in un deposito di Pomezia non sarebbero mascherine con efficacia filtrante, non corrisponderebbe il modello e ci sarebbe una rappresentazione contraffatta" del foglio illustrativo.

"Finalmente ci siamo"
"Finalmente ci siamo... - ha detto il leader di M5s prendendo la parola nell'audizione -. Io mi assumo la piena responsabilità giuridica di quello che dirò, non ho difficoltà a giurare, e anche quella politica delle mie condotte e delle mie dichiarazioni. Ma soprattutto giuro sul mio onore, nel rispetto di tutte le persone che hanno perso la vita, tra cui gli operatori sanitari e tutti coloro che erano preposti alle filiere della pubblica sicurezza. Giuro sull'onore che qualcuno ha già perso rifugiandosi nelle polemiche sterili e nelle argomentazioni più futili, e che non ha guadagnato anche costituendo questa commissione che, ormai è chiaro, è stata concepita come un plotone di esecuzione".