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Angelo Bonelli alla frutta: "Chi candidiamo per le primarie del campo largo"

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giovedì 27 agosto 2026
Angelo Bonelli alla frutta: "Chi candidiamo per le primarie del campo largo"

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"Sono tantissimi i cittadini che ci chiedono quando riusciremo a metterci d’accordo sul programma. Noi ci candidiamo a governare e sono convinto che ci siano le condizioni per farlo. Ma governare significa dire con chiarezza che cosa vogliamo fare dell’Italia. Abbiamo già messo in campo alcune questioni fondamentali, ma su alcuni temi dobbiamo fare chiarezza. Penso alla politica estera: è necessario ripristinare il diritto internazionale, perché Trump, Netanyahu e Putin stanno costruendo un ordine mondiale fondato sulla supremazia militare". Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ospite della trasmissione L’aria che tira su La7.

"Sulle primarie - aggiunge - sta prevalendo il tatticismo sul nome del candidato premier rispetto alla vera questione: il futuro del Paese. Prima viene la costruzione di un programma condiviso, poi il candidato. Le primarie non sono il diavolo, ma devono essere precedute da una chiara intesa programmatica. E se si faranno, avanzo una proposta: candidiamo un partigiano o una partigiana, oppure il presidente di uno dei comitati dei familiari delle vittime delle stragi fasciste, da piazza Fontana alla stazione di Bologna. Non sarebbe una candidatura farlocca o puramente simbolica: servirebbe a ricordare che la nostra democrazia nasce dalla Resistenza e dalla lotta partigiana antifascista, opponendosi al disegno di una destra che vuole aggredire le prerogative del Capo dello Stato. Se si dovranno fare le primarie, dunque, si facciano, ma soltanto dopo un serio lavoro comune sul programma".

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"C’è poi un problema di profonda ingiustizia sociale. Il governo ha approvato l’ennesimo decreto sui carburanti, regalando in quattro mesi oltre 2,6 miliardi di euro ai petrolieri, mentre l’energia in Italia resta tra le più care d’Europa. I soldi per i pensionati, la sanità pubblica, gli stipendi e la lotta alla crisi climatica, invece, non si trovano mai. In quattro anni - sottolinea Bonelli - il governo ha speso 38 miliardi di euro per cercare di ridurre il costo dell’energia e dei carburanti. Il risultato? I carburanti sono alle stelle, l’energia è tra le più care d’Europa e le società energetiche hanno realizzato 80 miliardi di euro di extraprofitti. Intanto è aumentata la povertà energetica, che costringe sempre più persone a non accendere neppure i condizionatori perché non possono permetterselo"."Il nostro è un sistema parlamentare nel quale il presidente della Repubblica svolge un ruolo fondamentale di garanzia ed è il Capo dello Stato a nominare il presidente del Consiglio. Il tranello della legge elettorale di Giorgia Meloni è la volontà di trascinare il Paese verso il presidenzialismo e un modello con un uomo o una donna soli al comando, senza i contrappesi del Parlamento", conclude.

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