Libero logo

Legge elettorale, l'emendamento sul ballottaggio fa impazzire sinistra e Vannacci

lunedì 31 agosto 2026
Legge elettorale, l'emendamento sul ballottaggio fa impazzire sinistra e Vannacci

3' di lettura

Proseguono i contatti degli sherpa del centrodestra sulla legge elettorale, in vista della scadenza per la presentazione degli emendamenti (domani alle 12) sia in commissione Affari costituzionali del Senato che per l'Aula. L'ipotesi più probabile - se non certa - è che il provvedimento arrivi in Aula il 9 settembre senza il mandato al relatore, cosa che farebbe tornare al testo base, riaprendo completamente la partita degli emendamenti e concedendo altri giorni preziosi per lavorare sul dossier.

Per quanto riguarda la scadenza di domani, è confermata, come previsto dall'accordo di maggioranza raggiunto prima della pausa, la presentazione di un emendamento condiviso sulle preferenze (sempre con capolista bloccato). Ci sarà - spiegano fonti di maggioranza - anche un altro emendamento che dispone l'abolizione della cosiddetta norma anti-cespugli, in base alla quale i voti espressi per le liste collegate all'interno di una coalizione che non raggiungono la soglia di sbarramento del 3% non concorrono al calcolo della cifra elettorale nazionale di coalizione, con la sola eccezione del 'miglior perdente'. Ancora da risolvere, invece, il tema dell'alternanza di genere dei capilista.

Il tema che però, in queste ore, maggiormente scalda il dibattito politico è quello dell'ipotesi di ballottaggio, rilanciata dall'ex presidente del Senato Marcello Pera e salutata con apprezzamento dalla seconda carica dello Stato Ignazio La Russa. Sul tema, però, in maggioranza non c'è identità di vedute: in particolare la Lega è da sempre contraria al doppio turno. Alla fine, secondo fonti di maggioranza, gli emendamenti sul ballottaggio dovrebbero essere due (entrambi presentati però solo per l'Aula). Si tratta di uno di Forza Italia e uno dello stesso Pera a titolo personale, ma naturalmente non in contrasto con il suo partito che sul tema, viene ricordato, ha un atteggiamento "laico", tanto che il ballottaggio era presente già nella prima versione del testo. I due emendamenti servirebbero comunque per porre sul tavolo il tema, su cui però serve una riflessione approfondita, anche sulle possibili difficoltà di natura tecnica.

Sull'ipotesi di ballottaggio il centrosinistra alza un muro. "Scene da Scherzi a parte" da parte di una maggioranza "senza serietà", accusa Dario Parrini del Pd. Vogliono "una legge elettorale per rimanere imbullonati al potere", accusa il leader M5s Giuseppe Conte mentre per Filiberto Zaratti (Avs) "Meloni vuole vincere a tutti i costi, cambiando di giorno i contenuti della legge al variare dei sondaggi che la danno sempre più perdente". Ma è il leader di Futuro nazionale Roberto Vannaci ad attaccare più pesantemente il centrodestra e la presidente del Consiglio. "Una volta - scrive sui sociale - nella politica italiana, c'era chi si era specializzato nella mossa del cavallo. Ve la ricordate? 'Enrico, stai sereno...' Oggi invece la mossa più di moda sembra essere un'altra: la mossa della paura" e "spunta il ballottaggio anti-Vannacci".

Per l'ex generale, "una cosa mi sembra ormai chiara. La legge elettorale non viene pensata per gli italiani. Non viene pensata per garantire una migliore governabilità. Viene pensata per cercare di neutralizzare un avversario che, democraticamente, si sta consolidando nel panorama politico italiano. Se siamo così irrilevanti, perché tanta fretta di cambiare le regole? Se non contiamo nulla, perché costruire un argine? Forse perché il problema non è Vannacci. Il problema, per qualcuno, sono gli italiani che hanno deciso di votarlo. E quando la politica comincia a studiare le regole non per governare meglio, ma per difendersi dal consenso degli elettori, significa che la paura è già entrata nei Palazzi. Sondaggi e Vannacci fanno paura alla destra".