Il record di longevità del governo del centrodestra ha un perno fondamentale nella Lega, che coi suoi temi forti ha animato il dibattito politico dentro e fuori il Parlamento. A portarli avanti alla Camera c’è il capogruppo Riccardo Molinari. Ed è con lui che abbiamo tracciato un bilancio di questo traguardo.
Onorevole Molinari, dicevano che il governo sarebbe caduto sotto i colpi dei litigi tra i pariti della maggioranza e invece...
«La cosa importante è che qui non si tratta di parlare solo della longevità dell’esecutivo. Il vero valore di questo record sta nella stabilità e nella credibilità internazionale che siamo riusciti a conseguire, anche grazie alla Lega con Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Credibilità testimoniata dal fatto che tutte le emissioni di titoli di Stato sono andate esaurite e che la nostra politica economica ci ha permesso di abbassare il costo del debito pubblico».
Il tema più rappresentativo della Lega però è l’Autonomia. A che punto siamo con questa riforma?
«Abbiamo approvato la legge Calderoli che attua l’Autonomia che, non dimentichiamolo, era inapplicata dal 2001. Poi abbiamo votato le quattro pre-intese con le prime regioni. Ora saranno loro a dover dire “sì” al documento e poi, col voto finale del Parlamento, l’Autonomia per le prime materie sarà realtà e potremo dire di aver mantenuto la promessa ai nostri elettori».
Torniamo alle questioni economiche. Anche qui di bandierine ne avete piantate...
«A partire dall’estensione della Flat Tax salita a 85mila euro e poi a 100mila. Un provvedimento che ha cambiato la vita a migliaia di lavoratori. E poi questo governo non ha alzato le tasse, nonostante la complessa situazione internazionale. Al contrario, con la stabilizzazione del taglio al cuneo fiscale, siamo riusciti a mettere più soldi in busta paga agli italiani. E ancora, grazie alle politiche economiche di questo governo l’occupazione è stata resa più stabile. E l’abbiamo fatto capovolgendo la ricetta della sinistra, passando dall’assistenzialismo del reddito di cittadinanza (pagare la gente per non lavorare), a politiche di incentivazione a favore delle aziende che creano posti di lavoro».
In questi anni la sinistra ha parlato molto di salario minimo. Voi avete introdotto quello giusto. Questione di semantica?
«Per niente. Il salario giusto nasce dalla comparazione dei vari contratti collettivi nazionali. In questo modo non solo gli stipendi si sono alzati, ma si sono stabiliti anche quelli di quei pochi lavoratori che non hanno un contratto nazionale. La proposta della sinistra, invece, avrebbe comportato solo maggiori costi e pochi vantaggi per i lavoratori coinvolti».
Passiamo all’immigrazione, che è un altro cavallo di battaglia della Lega. Soddisfatto dei risultati raggiunti?
«Abbiamo dimostrato che reintroducendo le norme volute da Salvini quando era al Viminale, è ripartito anche il contrasto all’immigrazione selvaggia. Anche qui con la costruzione di grandi centri di permanenza per il rimpatrio abbiamo ribaltato la narrazione della sinistra che per anni ha finanziato le cooperative rosse con il business dell’accoglienza. Poi abbiamo dato una stretta anche alle Ong e abbiamo fatto accordi bilaterali con i Paesi di partenza come Libia e Tunisia per mettere fine alla tratta di essere umani. E i risultati ci danno ragione: sbarchi crollati dell’80% ed espulsioni in continuo aumento».
Infine la sicurezza. Anche qui ci avete lavorato molto...
«Con i decreti sicurezza, da quello Caivano in avanti, abbiamo affrontato la nuova emergenza di questi anni: la delinquenza delle seconde generazioni, i cosiddetti “maranza”. Poi abbiamo ridato centralità alle forze dell’ordine, dando loro nuovi strumenti, raddoppiandogli lo scudo penale e invertendo la tendenza nata col governo Renzi sugli organici: siamo riusciti ad assumere più agenti rispetto a quelli che vanno in pensione. E abbiamo rilanciato l’operazione “strade sicure”».
Fin qui le cose fatte. Quali sono quelle da portare a casa prima della fine della legislatura?
«In primis concludere il percorso sull’Autonomia. Sul fronte sicurezza già questo mese abbiamo chiesto di calendarizzare la legge che toglie l’automatismo della cittadinanza a chi è nato qui e compie 18 anni. Per averla servirà dimostrare integrazione reale. E se hai commesso reati gravi, te la scordi. Poi ci sono le pensioni, avevamo promesso di superare la Fornero. Fin qui non è stato possibile, ma contiamo di farlo con la prossima finanziaria».
Un’ultima domanda, che non c’entra con la longevità del governo. Che succede in Lega?
«Dico solo questo: girando le feste sul territorio i militanti si aspettano che si lavori tanto e si parli poco...».




