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+Europa allo sbando, rissa incontenibile: si finisce il tribunale

di Elisa Calessisabato 5 settembre 2026
+Europa allo sbando, rissa incontenibile: si finisce il tribunale

2' di lettura

Lo scontro è politico, anche se il conflitto si sta consumando sugli articoli dello statuto, i voti degli organismi direttivi, le carte bollate. Ed è destinato a proseguire sempre più forte. Tra carte bollate e rischi di scissione. L’ultimo atto della guerra che sta dividendo +Europa, il partito fondato da Emma Bonino, si è consumato giovedì, quando l’assemblea nazionale ha approvato con 54 voti a favore e 34 contrari (tra i quali quelli del segretario in carica, Riccardo Magi), la richiesta di convocare un congresso anticipato tra il 4 e il 6 dicembre. Un atto che Magi, non riconosce, sostenendo che il congresso, da statuto, va convocato ogni tre anni (l’ultimo è del 2025), a meno che non intervenga la morte del segretario o venga sfiduciato dai due terzi dell’assemblea. L’opposizione interna, guidata da Benedetto Della Vedova e da Matteo Hallissey, presidente del partito, non la pensa, però, così, sostenendo che la richiesta del congresso anticipato è valida, come conferma perfino il parere pro veritate chiesto al giurista Giovanni Guzzetta. E che la sfiducia, se non formale, è nei fatti. Non solo. Spiega a Libero: «Anche il collegio di garanzia ha stabilito che l’assemblea può convocare il congresso senza passare dalla sfiducia. Il dato politico è che c’è stata una sfiducia».

Magi e i suoi, però, non intendono cedere. E ieri è arrivata la risposta: 45 membri dell’assemblea nazionale hanno inviato al presidente del partito, Matteo Hallissey, una diffida a non procedere alla convocazione del congresso. «Siamo mossi», si legge nella nota, «dall’esigenza di affermare il rispetto delle regole che sono alla base della vita del partito e dell’esito del Congresso che si è tenuto nel febbraio 2025. Siamo sconfortati dal fatto che anche in + Europa ci sia chi, pur rivestendo ruoli istituzionali e apicali nel partito, ne calpesti lo statuto». Si conclude dicendo di non comprendere «le motivazioni politiche alla base del dissenso alimentato da Hallissey e dall’onorevole Della Vedova».

Della Vedova spiega a Libero che sono motivazioni sono di «gestione interna», oltre che di «ordine politico». Sul primo punto, ricorda che «l’attuale segretario è andato sotto anche in altre occasioni, sia su mozioni politiche, sia sul bilancio». Ma il contrasto è anche politico. Magi si è avvicinato ad Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico e vuole fare un soggetto di centro con lui, senza la Casa Riformista di Matteo Renzi. Della Vedova è convinto, invece, che di debba puntare a fare «un solo soggetto forte, che cerchi le condizioni dell’alleanza con il campo largo» e che, per farlo, non si possa non passare da Renzi, «che al momento è quello che ha una forza più strutturata». Posizioni al momento inconciliabili.