"E' chiaro che in Europa la questione dei migranti sta mettendo in moto un processo di cui vedremo eco in Francia, in Inghilterra, più o meno dappertutto. In Germania lo stiamo vedendo e anche in Italia". A L'aria che tira, su La7, Paolo Mieli torna a ragionare sul terremoto tedesco, con la vittoria a valanga della destra-destra di AfD alle regionali in Sassonia Anhalt, ma allarga lo sguardo al resto del continente.
"Su una cosa non sono d'accordo con Merz (il cancelliere tedesco, leader della Cdu, ndr): chi sta festeggiando non è a Mosca, ma molti chilometri a Est, a Pechino", suggerisce lo storico, editorialista ed ex direttore del Corriere della Sera. "Mosca è colpevole di questa situazione, è l'oscura regista dietro l'Iran e quello che sta succedendo in Medio Oriente, ogni tanto uno fra gli errori tragici di Netanyahu c'è quello di essersi fidato dei russi, pensava che i russi non l'avessero mai tradito".
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"Che cos'è l'AfD? Un partito che nasce liberista e che diventa populista, che nasce a ovest e si tra..."Chi festeggia veramente è Pechino, perché i suoi rivali si dissanguano in guerre infinite - conclude Mieli -. Alle telefonate tra Trump e Putin io non credo più, fanno ridere, è un giochetto in cui non sanno neanche di cosa parlano con Kushner e Witkoff. So che gli ucraini sono un popolo eroico, come gli irlandesi. Sopravviveranno a un altro anno al gelo, hanno avuto l'holodomor, una cosa paragonabile alla Shoah, tutti gelati senza un chicco di grano per un anno e mezzo e un popolo sterminato. Ma sono ottimista, andrò a finir bene".
Paolo Mieli, AfD e i migranti: guarda qui il video di L'aria che tira su La7




