Libero logo

La Salis remigra Naomi Campbell: i neri se ricchi non vanno bene

di Daniela Mastromatteigiovedì 24 settembre 2026
La Salis remigra Naomi Campbell: i neri se ricchi non vanno bene

3' di lettura

Quando un politico esordisce dicendo «niente di personale», di solito ha già scelto la persona da utilizzare come bersaglio. Ilaria Salis (forse) non ha nulla contro Naomi Campbell. La adopera solo come manichino sul quale confezionare l’ultima collezione della sinistra radicale: lotta di classe prêt-à-porter, indignazione fiscale e immancabile hashtag #TaxTheRich in passerella. Secondo l’eurodeputata di Avs, la top model sarebbe «solo una delle tante persone molto facoltose che scelgono di trasferire la propria residenza a Milano a causa della flat tax per i super ricchi». Segue diagnosi morale: «Visto che possono, lo fanno per risparmiare. Anche se non ne avrebbero bisogno». Il punto politico è tutto in quell’inciso. Non basta stabilire se una misura fiscale funzioni, quanto produca e quali effetti provochi. La pregiudicata onorevole europea della sinistra illuminata di Fratoianni pretende anche di decidere chi abbia moralmente diritto a utilizzarla. La flat tax dunque per la paladina dei diritti degli immigrati irregolari viene definita «profondamente ingiusta», un meccanismo che consentirebbe ai ricchi stranieri di sottrarsi alla progressività e alla rendicontazione dei redditi esteri. Il verdetto è immediato: «Un regalo clamoroso». Insomma per essere difesi dalla rivoluzionaria con l’hobby di occupare case devi essere un clandestino sbarcato sulle coste italiane pronto a delinquere.

Si può contestare la scelta di applicare una cifra fissa anziché le aliquote ordinarie. Ma definirlo semplicemente un «regalo» significa cancellarne la ragione economica: convincere persone che potrebbero stabilirsi altrove a trasferire in Italia residenza, consumi e almeno una parte dei propri investimenti. Nel 2023 il regime ha interessato circa 1.500 persone, comprendendo 1.070 contribuenti principali e 425 familiari, e ha prodotto un gettito di 117,6 milioni di euro.
Ma la Salis preferisce il processo politico sommario. E ancora: l’eurodeputata prova con le cifre gonfiate a dimostrare la trasformazione sociale di Milano, cita i dati di Henley & Partners: 115mila residenti con almeno un milione di dollari di patrimonio liquido investibile. Il dato è contenuto nel World’s Wealthiest Cities Report 2025, ma mentre lei sostiene che il numero dei milionari sia aumentato del 28% tra il 2014 e il 2024, l’incremento indicato dal rapporto è in realtà del 24%.
Non sarà quel 4% a salvare il capitalismo, naturalmente. Rivela però la velocità con cui una statistica può essere trasformata in una requisitoria. Soprattutto, quei 115mila milionari non coincidono con i beneficiari della flat tax. Il passaggio successivo è ancora più spericolato: dall’aumento dei patrimoni si salta direttamente al caro-casa. Salis afferma che la concentrazione della ricchezza contribuisca all’aumento dei prezzi, ma non quantifica questo contributo né dimostra il rapporto causale. Ridurre tutto all’arrivo di qualche facoltoso straniero è più semplice. Ma è nel finale del post che la rivoluzionaria rivela la natura vera della sua operazione.

La Campbell sarebbe «l’esempio vivente che a Milano non è in corso nessuna sostituzione etnica». Per Ilaria, «l’unica vera sostituzione è quella di classe: chi ha meno viene espulso, chi ha milioni viene incentivato a trasferirsi qui». La maestrina Salis impartisce lezioni sulla giustizia abitativa portando con sé una condanna definitiva per invasione di edifici, certificato dal casellario giudiziale pubblicato in occasione della sua candidatura alle Europee. Ha inoltre rivendicato apertamente la propria militanza nel movimento di lotta per la casa, difendendo occupazioni, blocchi degli sfratti e resistenza agli sgomberi come pratiche politiche. In Italia la proprietà privata è ancora un diritto e le graduatorie vanno rispettate. Naomi Campbell non ha occupato una casa popolare. Non ha sottratto un alloggio a chi attende in graduatoria. Ha scelto di vivere a Milano e, se aderirà al regime dei neo-residenti, verserà quanto stabilisce la legge. La comunista Salis se ne farà una ragione.