Parità. I due concorrenti principali, però, arrivano ai blocchi di partenza per la volata elettorale in condizioni diverse: il centrosinistra, che finora grazie alla discesa in campo di Roberto Vannacci ha guidato la corsa, arranca. Anzi, segna il passo.
Il centrodestra, invece, gode di buona salute e in tre mesi ha colmato il divario con il Campo largo. I numeri, allora. Dalla “supermedia” dei sondaggi elaborata, come ogni settimana, da YouTrend per Agi, emerge che la coalizione guidata da Giorgia Meloni al momento sul mercato elettorale vale il 42,9%. Tutti i partiti del centrodestra, rispetto alla rilevazione del 1° ottobre, sono in crescita con l’eccezione di Forza Italia, che è stabile. Fratelli d’Italia guida la coalizione con il 27,2% (quasi mezzo punto guadagnato in due settimane), gli azzurri sono al secondo posto con il 7,4%, la Lega è al 6% (0,3% in più rispetto a inizio mese), Noi Moderati è all’1,2% e Sud chiama Nord di Cateno De Luca, la formazione del sindaco di Taormina fresca di intesa con il centrodestra, all’1,1%.
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Una percentuale destinata a crescere, visto anche l’accordo sul territorio con gli amministratori locali dei “Sindaci d’Italia” e con Carlo Bottani, presidente della provincia di Mantova. Ora l’obiettivo di “Scateno” è avvicinare gli ex leghisti del Nord per consolidare la tendenza positiva.
Parallelamente, e non può essere un caso, la corsa di Futuro Nazionale si è fermata. Le truppe di Vannacci rispetto al 1° ottobre hanno lasciato sul terreno lo 0,4% dei consensi, scendendo al 7,2%. Ancora: il 24 settembre la “supermedia” accreditava il partito del generale del 7,8%. Le conseguenze di questa contrazione di Fn sono facili da immaginare: più si indebolisce il generale, più i voti tornano nel campo del centrodestra. E un primo risultato si vede dai numeri di questa settimana: pur con Vannacci ancora spina nel fianco destro, l’alleanza Fdi-Fi-Lega non solo supera il 42% con il quale scatta il premio di maggioranza, ma adesso è praticamente alla pari del Campo largo, dove infatti si respira tutt’altra aria dopo la sbornia post referendum sulla giustizia.
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Calo di oltre un punto per il centrosinistra nell'ultimo sondaggio di Emg per il Tg3. La coalizione che al momento &...Il Pd, rispetto all’inizio di ottobre, perde lo 0,3%: ora è al 20,1%. Una tendenza che è negativa da tempo. Basti pensare che il 9 aprile, sull’onda della vittoria del No al referendum sulla separazione delle carriere, il partito di Elly Schlein era al 22,4%. Perde grossomodo lo stesso anche il M5S, attestato al 12,4% (0,4% in meno sul 1° ottobre). Stabile +Europa all’1,7%, a guadagnare, invece, sono Italia viva di Matteo Renzi, ora al 2,4%, e Avs, che prende uno 0,1% in più e sale al 6,4%. In termini di coalizione significa che il Campo largo o progressista che dir si voglia in questo momento pesa il 43%. A fare rumore non è tanto la differenza con la rilevazione di due settimane fa - meno 0,4% - quanto il raffronto, ad esempio, con il 2 luglio, quando tutti i partiti del centrosinistra insieme valevano il 44,8%. E i nodi principali della coalizione sono ancora tutti da sciogliere: programma, leadership e rapporti interni tra alleati.
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Ieri, ad esempio, dopo aver visto la “supermedia”, Renzi ha rilanciato il grafico dai suoi account social togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. «Tutti i sondaggi dicono che il centrosinistra è avanti di un soffio e che il voto di Italia Viva fa la differenza. Paradossale, vero?
Per anni tutti a ironizzare sul 2,5% e poi scopriamo che è esattamente quello che serve per vincere. Io non dico più una parola sul tema: il centrosinistra può vincere». Traduzione: basta che nel Campo largo la smettano con i veti e le primedonne. Ogni riferimento a Giuseppe Conte e al M5S che sostiene che «Renzi ci fa perdere voti», è voluto.




