Dici Genova, dici caso. Questa volta qual è la novità? I mercatini di piazza Matteotti - per tutelare il luogo storico e lasciare libera la visuale di Palazzo Ducale a detta dell’amministrazione - sono stati spostati dal Comune, guidato da Silvia Salis, e potrebbero finire in largo Lanfranco, via XX settembre, piazza San Lorenzo o Caricamento. Coldiretti ha chiesto di poter rimanere il più vicino possibile al luogo originario per non perdere la clientela fidelizzata in 10 anni di attività. «Su piazza Matteotti la posizione del Comune è stata, purtroppo, ferma. L’amministrazione intende attenersi alle indicazioni della Soprintendenza e quindi non prevede il mantenimento delle manifestazioni. Prospettiva che non condividiamo, ritenendo che la presenza del mercato contadino e la tutela del valore della piazza non debbano necessariamente essere considerate incompatibili».
DiMartedì, Silvia Salis inchiodata da Sorgi: "Ce la fate?", cala il gelo
Il centrosinistra può vincere le prossime elezioni politiche? È la domanda che Marcello Sorgi, giornalista...Queste le parole di Coldiretti alle colonne del Secolo XIX. La diatriba è approdata anche in consiglio comunale. Paola Bordili, consigliere della Lega, ha presentato un’interrogazione alla giunta. E Tiziana Beghin, assessore genovese al commercio, ha risposto. «Queste piazze hanno la necessità di essere tutelate da quanto ne possa precludere la piena percezione urbanistica e monumentale con eventi a carattere eccezionale o ripetitivo, come i mercati ricorrenti o con un impatto particolarmente stridente con il contesto. Linee guida che esistono da sempre, la Soprintendenza avrebbe anche la possibilità di intervenire: sono scelte che sono sia politiche sia prese di concerto con chi vuole tutelare i beni storici. È chiaro che abbiamo una città che non offre particolari alternative e che tutte le piazze sarebbero meritevoli dello stesso identico vincolo».
A questo punto, come riportato dal Secolo XIX, è arrivata la risposta della Bordili. «Sul tema delle piazze di pregio assistiamo all’ennesimo pasticcio. Di fronte a tanta confusione e all’incapacità dell’amministrazione di fornire chiarimenti, scriveremo direttamente al ministero della Cultura per ottenere le risposte necessarie. Ravviso scelte politiche palesemente sproporzionate, sulle quali interpelleremo il ministero, anche per comprendere la compatibilità tra i vincoli di tutela e lo svolgimento di concerti techno. L’unica certezza è che, con queste regole, la Festa dell’Unità non potrà più svolgersi in piazza Caricamento».




