Compagni, un attimo. Rimettete in frigo lo champagne. Negli Stati Uniti hanno stravinto i democratici, l’onda blu è arrivata con il suo segnale forte e chiaro a Donald Trump, ma chi in Italia ha cominciato a festeggiare sperando nella débacle del governo di centrodestra forse dovrebbe ricordare il motto sempre valido del Trap: non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco. Il suggerimento è tanto più valido alla luce dell’ultimo sondaggio sulla situazione della politica di casa nostra, diffuso ieri a “Porta a Porta”. Sono gli analisti a parlare, non lo diciamo noi che al massimo commentiamo il tripudio di dichiarazioni di giubilo dei vari leader del campo largo (a proposito: quanti sono?) e ogni volta ci stupiamo di come una vittoria oltreoceano diventi l’occasione per sperare che un altro tempo è possibile. In sintesi: ci volevano le elezioni di metà mandato in America per rianimare il campo largo, sempre in cerca di un papa straniero, sempre folgorato dalla sinistra che vince altrove, mentre qui arranca.
La questione è la seguente. La coalizione di centrodestra è in testa, qui sta la notizia, e Fratelli d’Italia si conferma primo partito. A dirlo è una rilevazione dell’istituto Noto sulle intenzioni di voto degli italiani diffusa ieri. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni si attesta al 28,5%, nell’ipotesi che sia il capo M5S Giuseppe Conte il candidato a Palazzo Chigi, e al 28% se la candidata è la segretaria dem Elly Schlein. Il Partito democratico resta secondo partito e, in particolare, secondo Noto viene dato al 20% nell’ipotesi di Schlein candidata a Palazzo Chigi, mentre cala al 18,7% (-1,3%) se il candidato del Campo largo è Conte. Il Movimento Cinquestelle, invece, si attesta all’11% con la Schlein alla giuda della coalizione di centrosinistra mentre salirebbe al 14% (+3%) se il leader è Conte.
Sondaggio Porta a Porta, il doppio scenario premia Giorgia Meloni: panico a sinistra
Fratelli d'Italia si conferma primo partito attestandosi al 28,5%, nell'ipotesi che fosse Conte candidato a Pala...Sul fronte della maggioranza, Forza Italia è al 7% nell’ipotesi del grillino candidato alla presidenza del Consiglio per la coalizione di centrosinistra, mentre scende al 6,7% con Schlein nel medesimo ruolo. Futuro nazionale del generale Roberto Vannacci va meglio (6%) se a guidare la coalizione opposta è la Schlein, mentre cala al 5,5% con Conte leader; per l’istituto Noto la Lega è al 6% in ogni caso. Idem Alleanza Verdi e Sinistra del duo Bonelli e Fratoianni: al 6% in entrambe le ipotesi. Azione-Spazio pubblico è al 3,3% con la Schlein e al 3,8% con Conte, Italia Viva sarebbe al 2,8% con la Schlein e al 2 % con Conte leader. Noi moderati di Maurizio Lupi sarebbe all’1,5% in entrambi i casi mentre Sud chiama Nord (Cateno De Luca) sindaci d’Italia sarebbe all’1, 3% con Schlein e all’1,2% con Conte. Poi ci sono i cespugli centristi, Uno più uno di Ruffini e Gabrielli che infatti è proprio all’1% e new entry la lista dei Liberaldemocratici, dell’ex renziano Marattin, intorno allo 0,5%.
Sondaggio Bidimedia, Meloni "sgonfia" Vannacci: cosa sta succedendo
Crolla Roberto Vannacci. È questo il dato svelato da SondaggiBiDiMedia, che prende in considerazione la media dei...Ma il dato generale che spegne gli entusiasmi della minoranza, peraltro divisa sulla patrimoniale nonostante una parziale apertura della segretaria Pd ieri alla Cgil, è che il centrodestra è al 44,7% con Giuseppe Conte candidato a Palazzo Chigi e al 44,% se la leadership è di Schlein, mentre la coalizione di centrosinistra sarebbe al 43,7% con Conte leader e più sotto, al 42,6 %, con Schlein aspirante premier. Tradotto significa che non c’è stato alcun effetto Trump sulla situazione italiana e, soprattutto, che i risultati sono molto diversi, da una parte e dall’altra, a seconda del candidato scelto per guidare il cosiddetto fronte progressista, che deciderà alle primarie di febbraio. È anche vero che i sondaggi non sono infallibili e da qui alle Politiche del 2027 ogni settimana ce ne sarà uno diverso. Ma il centrodestra un candidato premier ce l’ha di sicuro ed è l’attuale inquilina di Palazzo Chigi, si tratta solo di comporre bene le liste, limare alleanze e stabilire le date, visto che il prossimo anno si vota anche in città importanti; il centrosinistra rincorre. E si divide ancora su programma e compagni di avventura.




