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GLI OCCHI NON SONO NATI PER GLI SCHERMI

Da Hoya nuove lenti oftalmiche
per l’affaticamento visivo digitale

Si chiamano Sync e sono state studiate per la nostra vista in un mondo sempre più digitale: la rivoluzione tecnologica ha cambiato infatti drasticamente stili di vita e abitudini visive. E dobbiamo in qualche modo correre ai ripari

10 Giugno 2019

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Da Hoya nuove lenti oftalmiche per l’affaticamento visivo digitale

Non ce ne rendiamo conto, forse, ma il numero di ore che passimao in media davanti ai vari dispositivi – tablet, computer, videogiochi e smartphone, per non parlare della tv – è assolutamente spropositato. E ogni giorno i nostri occhi rispondono a migliaia di stimoli digitali. Secondo una ricerca condotta da Captain Cook Research per conto di Hoya – azienda giapponese di primo piano nel settore delle lenti da vista – ogni giorno tra utilizzo di smartphone, computer, tablet, tv e altri dispositivi, la maggior parte delle persone trascorre in media 8-10 ore (con picchi fino a 15 ore) guardando schermi a distanza ravvicinata (il 33 per cento da 3 a 5 ore, il 32 per cento da 6 a 9 ore e il 28 per cento oltre le 10 ore). La prolungata esposizione agli schermi digitali è accentuata dalla pratica sempre più diffusa di utilizzare contemporaneamente più dispositivi: smartphone e portatile (64 per cento), smartphone e pc (56 per cento), smartphone e tablet (50 per cento). Una consuetudine che, tra continue messe a fuoco e cambi di intensità della luce, richiede costanti e rapidi adattamenti visivi, causando il cosiddetto ‘stress accomodativo’.

L’utilizzo di tali dispositivi, comporta la fruizione ad una distanza di visione ravvicinata (mediamente tra i 20 e i 40 cm) e la concentrazione su immagini e testi in movimento e di ridotte dimensioni: uno sforzo visivo che attiva continuamente il sistema accomodativo dei nostri occhi, con una incessante richiesta di rimbalzo della messa a fuoco. Infatti, nell’arco di un’ora una persona adulta impegnata nell’utilizzo di dispositivi digitali cambia il punto di messa a fuoco in media 333 volte (con un picco di 745 volte per alcuni soggetti) e - in media - nessuna singola messa a fuoco dura più di 6 minuti su uno stesso monitor (tv esclusa). Ma come reagiscono i nostri occhi ai continui stimoli digitali? Le implicazioni di questi comportamenti visivi, in crescita esponenziale nel corso degli ultimi dieci anni, si manifestano con sintomi diversi, tra i quali questi cinque sono i più frequenti:

- irritazione degli occhi per la visione prolungata di schermi retroilluminati

- secchezza oculare causata dalla scarsa lubrificazione dovuta al ridotto ammiccamento

- visione offuscata a intermittenza dovuta all’eccessiva luminosità dei supporti

- mal di testa per stanchezza anche dopo sole due ore di utilizzo

- dolori posturali in più parti del corpo.

Infine, a generare ulteriore attenzione circa la necessità di proteggere in modo efficace i nostri occhi dalla ‘visione multi-device’ è l’allarme diffuso che stima che nei prossimi 50 anni la digitalizzazione contribuirà sensibilmente ad un aumento generalizzato della miopia nella popolazione mondiale. Infatti, l’insorgenza e sviluppo di tale disturbo visivo è multifattoriale: dipende non soltanto da fattori genetici, ma anche da altre possibili cause, tra cui si annovera anche l’intensiva visione a distanze ravvicinate.

Per rispondere alle moderne esigenze di un uso sempre più intensivo dei dispositivi digitali e ridurne l’impatto sui nostri occhi, nasce Sync, la nuova linea di lenti monofocali evolute a supporto accomodativo, presentata nel corso di una conferenza stampa a Milano. Frutto di ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, supportati da approfondite indagini scientifiche sul comportamento umano, la linea Sync di Hoya nasce con l’obiettivo di prevenire o ridurre i disturbi di affaticamento visivo migliorando il comfort degli occhi durante l’utilizzo di device digitali a distanza ravvicinata. Le lenti Sync consentono una visione ottimale da lontano e presentano, in particolare, una ‘zona potenziata’ nella parte inferiore della lente, ottimizzata per la visione da vicino. Una soluzione che favorisce il rilassamento dei muscoli oculari e consente una più facile messa a fuoco alleviando lo stress degli occhi in occasione di attività prolungate su schermi digitali.

Studiate per soddisfare le esigenze di un ampio pubblico di utenti, queste lenti sono disponibili in tre varianti con zone potenziate diverse, in base all’effettiva necessità di supporto da vicino e all’intensità dei sintomi di affaticamento visivo. Progettate per un’ampia fascia di utenti, le lenti Sync coprono un range di età tra i 13-45 anni: dai più giovani ai pre-presbiti che necessitano di un supporto per affrontare il passaggio alla presbiopia. In particolare, sono rivolte a:

- ragazzi e studenti sempre sui libri e assidui fruitori di smartphone e tablet

- tutti coloro che trascorrono più di 2 ore osservando schermi digitali o svolgendo attività ravvicinate, sia che vedano bene o che abbiano difetti visivi

- giovani presbiti, che intorno ai 40 anni perdono fisiologicamente l’elasticità del cristallino e devono allungare le braccia per allontanare il device nella messa a fuoco.

La lente a supporto accomodativo è compatibile con le diverse tipologie di correzione oftalmica di compensazione del difetto di refrazione, quali miopia, astigmatismo, ipermetropia. In questi casi alla correzione del difetto visivo viene aggiunto il plus di un ulteriore supporto per l’ottimale messa a fuoco da vicino e multi-device.

La regola del 20/20/20. Le abitudini moderne e le modalità di lavoro prevedono un uso intensivo di dispositivi digitali da cui ormai non si può più prescindere. Oltre a munirsi di lenti a supporto accomodativo Sync di Hoya, per alleviare i sintomi si consiglia di seguire la regola dei 20-20-20: 20 secondi di pausa ogni 20 minuti guardando a 20 piedi di distanza 6 metri). (FABRIZIA MASELLI)

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