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Integratori vitaminici, quando servono davvero: gli errori da non commettere

di Paola Natali venerdì 13 marzo 2026
Integratori vitaminici, quando servono davvero: gli errori da non commettere

3' di lettura

In un’epoca in cui l’alimentazione è spesso veloce, stressante e ricca di cibi processati, la domanda “ho bisogno di integratori?” è sempre più diffusa. Tra suggerimenti sui social, pubblicità e consigli non sempre scientifici, diventa difficile capire quando l’integrazione vitaminica sia realmente necessaria. Per fare chiarezza, abbiamo intervistato il Dott. Fabio Gregu, biologo nutrizionista, che ci guida tra miti e realtà dell’integrazione, spiegando quando è utile, quali carenze sono più diffuse e quali rischi comporta un uso non mirato.

Secondo il Dott. Gregu, l’integrazione di vitamine e minerali ha senso soprattutto quando le carenze sono documentate dagli esami del sangue o in momenti di maggiore fabbisogno dell’organismo. Questi periodi possono includere allenamenti intensi, fasi post-influenzali, periodi di astenia o momenti di forte stress fisico e mentale. “Con una dieta equilibrata e variata, ricca di cibi di stagione e di qualità e limitando alimenti processati o ultra-processati, spesso non è necessario integrare tutto”, spiega il nutrizionista.

Le carenze più comuni, secondo la sua esperienza clinica, riguardano vitamina D, folati, vitamina C e Coenzima Q10. Questi deficit sono spesso legati a uno stile di vita moderno, caratterizzato da poca esposizione al sole, ritmi frenetici e alimentazione incompleta. Tra i segnali più frequenti che possono indicare una carenza ci sono stanchezza persistente, calo di energia, difese immunitarie basse e un recupero lento dopo sforzi fisici. “Gli esami del sangue rimangono comunque il modo più affidabile per individuarle e valutare la reale necessità di integrare nutrienti specifici”, sottolinea il Dott. Gregu.

Ma attenzione: l’assunzione di integratori senza reale necessità può comportare rischi. “Il pericolo principale riguarda prodotti di scarsa qualità o dosaggi non corretti. Alcuni integratori possono interagire con farmaci o sovraccaricare organi come fegato e reni se assunti in eccesso”, spiega il nutrizionista. Per questo motivo, aggiunge, “gli integratori dovrebbero essere assunti solo dopo una valutazione clinica personalizzata, con esami del sangue aggiornati e, se necessario, test genetici. L’obiettivo è sempre integrare in modo mirato e monitorare la risposta nel tempo”.

Il Dott. Gregu evidenzia anche l’importanza di uno stile di vita globale. Una corretta alimentazione, l’attività fisica regolare, il sonno di qualità e la gestione dello stress sono strumenti fondamentali per mantenere i livelli di vitamine e minerali nella norma, spesso più efficaci degli integratori stessi. Per esempio, una dieta ricca di frutta e verdura fresca, cereali integrali, proteine di qualità e grassi buoni può fornire gran parte delle sostanze nutritive necessarie, riducendo il bisogno di supplementi.

Infine, il nutrizionista sottolinea che l’integrazione può avere anche un ruolo preventivo e di supporto in condizioni particolari: donne in gravidanza o allattamento, sportivi ad alto livello, persone con patologie croniche o soggetti che hanno subito interventi chirurgici o malattie debilitanti possono beneficiare di un’integrazione mirata, sempre sotto controllo medico.

In sintesi, l’integrazione vitaminica non è un “must” per tutti, ma uno strumento utile se usato in modo consapevole e personalizzato. Dieta equilibrata, attività fisica regolare e corretta esposizione al sole restano le basi della salute quotidiana, mentre gli integratori possono intervenire come supporto mirato in caso di reale necessità. Come ribadisce il Dott. Fabio Gregu, biologo nutrizionista, il segreto è conoscere il proprio corpo, affidarsi a professionisti e integrare in modo sicuro, evitando rischi inutili.