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Equivalenti e biosimilari scelta positiva per il Ssn

di Maria Rita Montebellisabato 21 giugno 2014
2' di lettura

La garanzia della loro sicurezza ed efficacia risiede nella procedura di registrazione ed autorizzazione alla immissione in commercio che è la stessa per tutti i farmaci biologici: centralizzata a livello europeo ed è vincolante per ogni Stato membro. In Italia l’AIFA valuta la rimborsabilità del farmaco, ne decide il regime di dispensazione e ne definisce il prezzo che è ovviamente ridotto rispetto a quello del prodotto di riferimento. “Equivalenti e biosimilari hanno prodotto risparmi per oltre 4 miliardi di euro dal 2000 ad oggi – ha affermato il presidente di AssoGenerici, Enrique Häusermann - Se i risparmi generati non rimangono nel settore, non servono ad ampliare l’accesso alle cure dei pazienti o a coprire i costi dei nuovi farmaci che arriveranno sul mercato, nessuno sarà realmente incentivato ad usare i generici, e ancor più i biosimilari, per avere a disposizione nuove risorse”. Purtroppo nonostante l’evoluzione in senso europeo della spesa farmaceutica nazionale, attualmente permangono alcuni ostacoli a una diffusione capillare di equivalenti e biosimilari “Nel canale ospedaliero gli acquisti di farmaci avvengono attraverso il meccanismo delle gare e la responsabilità degli sforamenti è perciò interamente da attribuirsi alle regioni e alla determinazione di un tetto non congruo - ha continuato Häusermann - Inoltre le forniture per legge non possono essere interrotte per evitare di sforare i budget assegnati e le aziende devono restituire somme non ancora incassate visti i cronici ed endemici ritardi nel pagamenti della pubblica amministrazione. Questo vale per qualsiasi azienda farmaceutica, ma per quelle genericiste c’è anche un ulteriore paradosso da considerare: mettere un tetto sull’utilizzo dei generici significa mettere un limite al risparmio che il servizio sanitario può conseguire perché è evidente a tutti che se la mia azienda ha raggiunto il limite di budget assegnatole non parteciperà ad ulteriori gare, facendo mancare il meccanismo concorrenziale che contribuisce a far scendere i prezzi”. Farmaci biosimilari. Così ha commentato il vicepresidente di AssoGenerici Francesco Colantuoni “Sono un’occasione unica per smentire la convinzione che quanto più una cura è innovativa, tanto più è ristretta la platea dei pazienti che possono accedervi, per operare una sintesi tra scelte razionali dal punto di vista economico e scelte di equità nell’accesso alle cure”. È importante che vi sia una informazione corretta e reale sulle caratteristiche dei biosimilari, sui requisiti di sicurezza ed efficacia di questi medicinali, ed una maggiore pubblicità dei dati raccolti in questi primi anni di impiego. “Va ricordato, a questo proposito, che nel database di farmacovigilanza dei biosimilari istituito dall’AIFA a oggi non risulta alcuna segnalazione che metta anche solo in discussione le caratteristiche di sicurezza di questi medicinali - spiega Colantuoni - Ma è necessario che i medici, cui spetta la scelta del trattamento, comprendano la necessità di elaborare linee guida che tengano conto della disponibilità dei biosimilari, che in Gran Bretagna e in Germania, per alcune molecole, rappresenta il 70% delle prescrizioni”. (GIOIA TAGLIENTE)