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Covid, niente baci per il virus: l'assurdo catastrofismo

di Claudia Osmettimercoledì 13 dicembre 2023
Covid, niente baci per il virus: l'assurdo catastrofismo

2' di lettura

Sì, è vero: il Covid non è scomparso. Sì, è vero: il tasso dei nuovi casi è in rialzo, su base settimanale, più 14% rispetto a fine novembre. E sì, è anche vero che con la salute non si scherza, che la prudenza non è mai troppa, che se c’è una cosa che ci hanno insegnato i due anni e mezzo di pandemia è che prendere sotto gamba il sars-cov2 serve a niente. Anzi, è controproducente. Però, signori, non dobbiamo nemmeno cedere all’allarmismo dell’ultimo minuto e ripiombare in quel periodo là, quello delle restrizioni e delle mascherine a oltranza, delle imposizioni vietato-di-qui e vietato-di-lì. L’ordine dei medici di Firenze invita (si tratta di un semplice invito, sia chiaro) a non baciarsi per le feste, cioè a scambiarsi gli auguri senza contatto, niente abbracci, niente guance che si toccano.

Buon-Natale-e-via-andare. Ecco, forse è un po’ esagerato. Noi non siamo dottori, facciamo un altro mestiere, siamo giornalisti, non facciamo diagnosi ma fotografiamo quello che vediamo. E vediamo (sono mesi che lo vediamo) che la situazione generale del Covid è ancora sotto controllo. Che gli ospedali non sono in stato di stress, che le terapie intensive non sono piene zeppe, che i reparti non hanno problemi di posti letto. Che «gli indicatori sono in lieve crescita» (di nuovo, è vero: lo ammette anche il direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute Francesco Vaia) e che «tuttavia l’impatto sulle strutture ospedaliere non determina condizioni di criticità». Ha ragione, l’ordine dei medici di Firenze, quando ricorda: «Toscani, vaccinatevi».

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Perché la campagna (non obbligatoria e rivolta alle persone a rischio, dai 70enni ai soggetti fragili) non decolla e sta macinando numeri poco incoraggianti. Un po’ come quella dell’anti-influenzale. «Con l’aumentare della circolazione del Covid e anche dell’influenza, serve tornare alla prudenza», aggiunge però, «a un po’ di distanza fisica e all’iOS delle mascherine nei luoghi affollati, un gesto di attenzione verso sé stessi e gli altri». D’accordo. Qui nessuno (ma proprio nessuno) fa l’irresponsabile e quello che è successo nel 2020 ce lo ricordiamo ancora tutti: ma cerchiamo di vedere il bicchiere dalla parte del pieno, senza fasciarci la testa prima del tempo. Occhi aperti, certo. Il ritorno degli allarmi no, però.

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