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Zanzare e malattie: chi colpiscono di più e che cosa si rischia

di Paola Nataligiovedì 25 giugno 2026
Zanzare e malattie: chi colpiscono di più e che cosa si rischia

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La crescente globalizzazione ,l’aumento della densità abitativa ed i viaggi stanno modificando in modo significativo lo scenario delle malattie trasmesse da vettori, in particolare dalle zanzare. A sottolinearlo è il Prof Fabrizio Pregliasco virologo , che evidenzia come oggi il rischio di diffusione di infezioni virali sia legato anche ai movimenti delle persone e alla presenza sempre più frequente di casi importati. Secondo Pregliasco, ci troviamo in una fase in cui le malattie vettoriali sono sempre più globalizzate: persone che arrivano da aree tropicali possono introdurre virus che, una volta sul territorio, vengono potenzialmente trasmessi dalle zanzare locali. Anche se le specie autoctone presenti in Italia non sono sempre vettori altamente efficienti, la combinazione tra viaggi internazionali, clima favorevole e densità urbana aumenta il rischio sanitario.

In Italia è attivo un sistema di sorveglianza per le arbovirosi, ovvero le malattie trasmesse da artropodi come le zanzare. Tra i virus monitorati c’è il West Nile virus, presente stabilmente sul territorio nazionale. Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi, ma in circa lo 0.1% dei pazienti possono svilupparsi forme neurologiche gravi come encefalite o meningite, con una piccola quota di casi potenzialmente letali. Il ciclo di trasmissione coinvolge spesso uccelli e altri animali come serbatoio del virus, mentre le zanzare fungono da vettori. Un’attenzione particolare è rivolta alla dengue, una malattia virale tipica delle aree tropicali ma ormai sempre più frequentemente associata a casi importati. Quando una persona infetta rientra da un viaggio e viene punta dalla zanzara tigre (Aedes albopictus), il virus può essere trasmesso localmente ad altre persone.

Per questo motivo, in presenza di un caso, vengono attivate tempestivamente misure di disinfestazione nelle aree frequentate dal paziente, al fine di interrompere la catena di trasmissione.  Negli ultimi anni si sono registrati focolai di trasmissione locale in diverse regioni italiane, tra cui Emilia-Romagna e Veneto. Anche la chikungunya, spesso definita “malattia spacca-ossa” per i forti dolori articolari che provoca, ha mostrato episodi di diffusione locale. Nel 2025 sono stati segnalati centinaia di casi confermati, con una parte significativa di trasmissione autoctona in regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Toscana. La malattia può presentarsi con sintomi simili a una forte influenza: circa l’80% delle infezioni è asintomatico, mentre nel restante 20% si manifestano sintomi febbrili e dolori intensi. Le forme neuroinvasive sono rare ma possibili circa 0,1%. Per quanto riguarda il virus Zika, i casi registrati in Italia sono principalmente importati. Il virus è particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza, a causa delle possibili complicazioni sullo sviluppo fetale. Pregliasco sottolinea anche l’importanza della prevenzione individuale: l’uso di repellenti, l’attenzione all’abbigliamento e la protezione dagli insetti sono strumenti fondamentali, soprattutto nei periodi estivi. Anche la disinfestazione degli ambienti urbani e privati gioca un ruolo chiave nel contenere la diffusione delle zanzare vettori.