Una nuova strada per combattere l’epatite B arriva dall’editing epigenetico, una tecnica che punta a bloccare il virus senza intervenire direttamente sulla sequenza del DNA. A raccontare questa ricerca è Nature, che ha riportato i risultati ottenuti da un gruppo di scienziati della biotech americana nChroma Bio e di istituti di ricerca di Milano. L’obiettivo è affrontare uno dei problemi principali dell’epatite B cronica. Il virus può infatti rimanere a lungo nelle cellule del fegato sotto forma di cccDNA, una sorta di “serbatoio” genetico che gli permette di continuare a produrre nuove particelle virali. I farmaci oggi disponibili riescono spesso a tenere sotto controllo l’infezione, ma non sempre riescono a eliminare questo materiale virale, per questo la ricerca sta cercando nuove strategie.
Quella studiata dai ricercatori è diversa dai sistemi di editing genetico che tagliano il DNA. In questo caso, infatti, si utilizza una versione modificata dell’enzima Cas9 che non ha la funzione di taglio. Il sistema viene indirizzato verso il DNA dell’HBV e aggiunge specifici segnali chimici, chiamati gruppi metile. L’idea è quella di rendere il materiale genetico del virus inattivo, impedendogli di esprimere i propri geni e quindi di produrre nuove particelle virali; I primi esperimenti hanno dato risultati interessanti. Il trattamento è stato testato su cellule epatiche umane e su animali, mostrando una riduzione dell’attività del virus. Secondo quanto riferito da Nature, negli studi sulle scimmie gli effetti indesiderati osservati sono stati limitati e temporanei.
Il risultato, però, va ancora confermato nell’uomo, la terapia sperimentale, chiamata CRMA-1001, è infatti entrata nella fase clinica. Il primo partecipante allo studio ha ricevuto il trattamento nel gennaio 2026, mentre la sperimentazione è stata avviata a Hong Kong e in Nuova Zelanda. È questo il passaggio più importante della ricerca: capire se una tecnica che ha dato risultati incoraggianti in laboratorio e negli animali possa dimostrarsi altrettanto efficace e sicura nelle persone. L’epatite B cronica colpisce più di 250 milioni di persone nel mondo e resta una delle principali cause di malattia del fegato. Per questo l’interesse verso nuove terapie è molto alto. L’editing epigenetico potrebbe rappresentare una strada diversa rispetto alle tecniche che modificano direttamente il DNA: non distruggere il materiale genetico del virus, ma cercare di renderlo silenzioso. Per ora è una possibilità ancora da verificare. I prossimi risultati della sperimentazione sull’uomo diranno se questa nuova strategia potrà davvero trasformarsi in una terapia contro l’epatite B.




