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Piero Pelù, comizio rosso al Concertone e sfregio: "Benito Mussolini morto sul lavoro"

sabato 2 maggio 2026
Piero Pelù, comizio rosso al Concertone e sfregio: "Benito Mussolini morto sul lavoro"

2' di lettura

Era atteso insieme ai suoi Litfiba per uno show storico, ma Piero Pelù ha pensato bene di prendersi la scena del tradizionale Concertone del Primo maggio a Roma nel modo più scontato possibile: l'assalto rosso, l'attacco politico, lo sfregio.

Da Chernobyl a Mussolini, fino al conflitto in Medio Oriente, il cantante fiorentino è protagonista di tre momenti controversi, assai lontani dal rock mutante e sinuoso di 17 Re, l'album capolavoro del 1986 di cui Pelù e Ghigo Renzulli stanno celebrando il quarantennale.

Il primo ricordo è andato alla tragedia nucleare: "A Chernobyl 40 anni fa esplose il reattore nucleare numero 4 della centrale atomica. Per tentare di contenere le radiazioni mandarono 1057 soccorritori, almeno 47 di loro morirono successivamente di cancro alla tiroide e ancora oggi non si sa il numero esatto delle vittime".

Poi l'affondo sul fascismo: "Benito Mussolini fu sanguinario, fu un dittatore che con i suoi criminali alleati provocò una guerra da 80 milioni di morti. Ma fece anche qualcosa di nuovo? Di sicuro no le leggi razziali. Nel 1945 con l'Italia devastata dal fascismo e dalla guerra il duce degli italiani mentre scappava travestito da soldato tedesco fu scoperto dai partigiani e fucilato. Benito Mussolini è un morto sul lavoro ma è un morto sanguinario e traditore".

Infine, la netta presa di posizione sulla Palestina: "Nelle Americhe il genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia il genocidio degli armeni, nei campi di sterminio il genocidio degli ebrei, dei rom, dei gay e degli oppositori. In Palestina il genocidio del popolo palestinese, sotto i nostri occhi in tempo reale. Contro ogni colonialismo per il rispetto del diritto internazionale teniamo gli occhi puntati su Gaza, sulle ong umanitarie impegnate e sulla Global Flotilla. Liberate Sayf e Thiago. Palestina Libera". Al termine dell'esibizione, Pelù ha chiuso la sua performance con un ultimo grido: "Fanculo i colonialismi. Palestina libera". 

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