È morto il grande cantautore Francesco Guccini. Lo rende noto la sua famiglia: "Questa mattina, a Pavana, circondato dall'affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari si è spento, a 86 anni, Francesco Guccini. Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata". La famiglia, "nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia anticipatamente tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre".
Una scomparsa improvvisa quella del cantautore, che aveva rilasciato l’ultima intervista al Corriere della Sera il 31 dicembre. Nato il 14 giugno 1940 a Modena, Guccini ha vissuto maggior parte dell'infanzia sull'Appenino tosco-emiliano. Insegnante, cronista alla Gazzetta di Modena e pubblicitario, nel mondo della musica ci è entrato in un primo momento come autore, per Caterina Caselli e soprattutto per i gruppi Beat, Equipe 84 e Nomadi, che hanno portato al successo "Auschwitz", "Per fare un uomo", "Dio è morto", "Noi non ci saremo".
Negli anni '70 il trasferimento a Bologna, dove è diventato uno dei personaggi più amati e ascoltati della stagione dell'impegno. Col tempo le sue canzoni sono diventate degli inni collettivi: "La locomotiva", "Piccola città", "Il vecchio e il bambino", "Vedi cara", "Incontro", "Autogrill", "Canzone per un amica", "Cirano", "L'avvelenata". Molti i riferimenti culturali nella sua musica e nella sua scrittura: vanno dalla poesia italiana a Borges, da Dylan e la poetica Beat alla Bibbia e Procopio di Cesarea, da Cervantes a Dumas a Barthes. Nel 2012, dopo aver pubblicato "L'ultima Thule", Guccini aveva annunciato il suo ritiro dalla scena musicale attiva: niente più dischi e concerti per dedicarsi alla scrittura. Nel 2020 era stato in cinquina al Premio Campiello con la sua ballata 'Tralummescuro'.




