«Si vede come sono preoccupato? È una cosa che mi toglie il sonno quello che sta succedendo». Se la ride di gusto, Claudio Borghi, e con lui tutti gli altri ospiti di L’aria che tira Estate, su La7, regalando qualche secondo di reale spensieratezza in una congiuntura geopolitica non proprio idilliaca, per usare un eufemismo. Il padrone di casa Francesco Magnani chiede al senatore della Lega quale sia il suo umore riguardo alla fragorosa lite tra Donald Trump ed Elon Musk. Questione molto americana, certo, ma innegabilmente anche internazionale vista la rilevanza mediatica dei due protagonisti.
«C’è un capitolo del mio libro (Vent’anni di sovranismo - Dall’euro a Trump, ndr) intitolato “famo i partitisti”, è una cosa che conosciamo anche a casa nostra. Un attimo che guardo l’orologio - ironizza ancora Borghi -, oggi siamo al duemila e ottantacinquesimo anniversario del primo Triumvirato, dove le cose funzionavano più o meno così. Inizia sempre bene l’unione di persone, c’era Crasso che faceva Trump e poi Cesare e Pompeo, e ognuno deciderà chi è tra Musk, Vance e similari. Poi di solito si scannano, perché le grandi personalità a un certo punto tendono a litigare. Il punto è semplice- prosegue l’onorevole leghista -, il sistema americano ha le primarie per cui non sarebbe stata la stessa cosa se le avesse vinte Trump o la sua avversaria Nikki Haley, che aveva idee quasi opposte. Si sta tentando di danneggiare l’altro ma gli elettori lo sanno perfettamente. In quel sistema lì, bipartitico e maggioritario, la vera proposta politica si fa all’interno dei partiti. Ai tempi del proporzionale, e io ricordo il mitico seggio 1 di Bossi, tutti partecipavano come volevano. Con il maggioritario invece ci vogliono le coalizioni e quando uno si separa in realtà sta facendo semplicemente la fortuna di quell’altro. Se Musk si presenterà alle elezioni di midterm succederà che vincerà il candidato democratico, che è la stessa cosa che succede anche a casa nostra quando i partiti si separano».
L'aria che tira, Borghi gela tutti: "Non ci dormo la notte"
Ma la Lega sta con Donald Trump o Elon Musk? La domanda di Francesco Magnani, conduttore di L'aria che tira Estate s...Con Musk, insomma, siamo dalle parti del “muoia Sansone con tutti i Filistei”. «Oltretutto - conclude Borghi - in una maniera o nell’altra certe cose che Musk dice dal punto di vista della macroeconomia non sono esattamente fondate. Dal punto di vista di imprenditore è il più ricco e il più bravo del mondo, che gli vuoi dire? Ma dal punto di vista politico...». «La Lega allora sta con Trump», sintetizza Magnani. Replica secca: «La Lega sta con gli italiani».