La settimana del grande esodo Rai in Riviera. Il Festival di Sanremo stravolge abitudini, palinsesti e logistica e a guidare il trasloco temporaneo della tv pubblica al seguito dell’evento clou della stagione è Caterina Balivo. Il suo salotto di La Volta Buona troverà spazio dalle 14 ogni giorno nel suggestivo “glass” affacciato su piazza Borea d’Olmo, a pochi passi dall’Ariston. Il programma prevede interviste, performance e collegamenti con gli inviati Vittorio Brumotti, Domenico Marocchi, Jody Cecchetto e Rosanna Cacio, protagonista suo malgrado di un incidente in autostrada a Genoa durante il trasferimento. In più, la trasmissione andrà in onda anche il sabato dalle 15 alle 16.
Nell’attesa, si scaldano i motori con Francesco Renga, in gara con Il meglio di me, e sua figlia Jolanda, avuta da Ambra Angiolini. Balivo chiede conto al cantante bresciano del suo primo successo sanremese: «Ci sono delle volte in cui i pianeti si allineano in un modo magico, particolare e succedono queste cose, perché quello lì era un Sanremo al quale davvero non avrei dovuto partecipare», spiega l’artista. «Mi dici come nasce il capolavoro Angelo?». "Io avevo questa canzone che avevo fatto con il mio maestro di canto Maurizio Zappatini, lui aveva costruito la musica per un esercizio vocale, per me, però aveva un altro testo, una cosa molto particolare.
Sanremo, incidente per la troupe de La volta buona: le immagini choc di Rosanna Cacio
"Pensavo fossero tutti morti". Terrore puro per la troupe di La Volta buona, il programma del pomeriggio di Ra...Quando poi Paolo (Bonolis, ndr) mi chiamò per fare il Festival, io non avevo una canzone perché era appena uscito con un album. L’album stava andando bene, in singolo e in radio funzionava, quindi dico «Paolo io non ce l’ho il pezzo». Poi vado a scartabellare, trovo questo cd, ancora c’erano i cd. Ed era quella notte dello tsunami, ti ricordi? E c’era lei piccolissima sopra», prosegue Renga con Jolanda che sorride seduta accanto a lui. «Io vedo queste immagini, era notte, dovevo scrivere il testo e mi è venuta questa sensazione quasi opprimente di questa responsabilità gigantesca, ho concretizzato proprio il fatto di essere diventato padre e ho chiesto aiuto a un angelo che era mia madre in quel momento. Ed è venuta fuori Angelo, quindi è tutto a caso, non c’è dietro nessuno». «Tua mamma si chiamava Yolanda, tu l’hai persa a 17 anni». «Sì e lei si chiama Yolanda anche per questo».




