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Elsa Fornero nel pallone a La7: "Questione di coraggio"

di Claudio Brigliadorimercoledì 8 luglio 2026
Elsa Fornero nel pallone a La7: "Questione di coraggio"

2' di lettura

A mali estremi, estremi rimedi. Elsa Fornero, d’altronde, ci è abituata. Quando fu chiamata da Mario Monti a guidare il Ministero del Welfare in un momento critico per i conti dell’Italia, la giuslavorista torinese pensò bene di varare una riforma delle pensioni draconiana. Lacrime, sangue ed esodati. Un effetto collaterale, quest’ultimo, che le è rimasto appiccicato addosso anche un decennio abbondante dopo la fine della brevissima carriera politica. Oggi la professoressa è un’apprezzata commentatrice dei salotti di La7, dove basta attaccare chiunque sia di destra per ricevere un applauso.

Ospite di Luca Telese e Marianna Aprile a In Onda, è chiamata addirittura a dire la sua sul pallone e i Mondiali di calcio in corso. No, niente risultati o pronostici: il tema del giorno infatti è il caso Donald Trump, con la telefonata al presidente della Fifa Gianni Infantino per chiedere la sospensione della squalifica dell'attaccante americano Balogun alla vigilia del match degli ottavi tra Usa e Belgio. La sospensione, poi, è arrivata per davvero. E mentre il mondo protestava, Infantino si è difeso sostenendo di non aver mosso un dito.

Resta l'ingerenza del capo della Casa Bianca, episodio con pochi precedenti nel mondo dello sport. «Trump ogni giorno dà prove di questo tipo, qualche volta un po’ più gravi, altre meno - riflette la Fornero -. Oggi ha ripreso anche la questione della Groenlandia. Devo dire, però, che Trump è forte anche perché è circondato da servi sciocchi e Infantino ne è l’esempio. Non è possibile che tutti se la prendano con Trump e non chiedano le dimissioni di Infantino, che avrebbe dovuto dire a Trump che questo non è un ambito in cui il presidente Usa può decidere il bello e il brutto quando gli fa comodo. Questo avrebbe dovuto fare una persona indipendente. È una questione di coraggio, di indipendenza, invece vediamo servi sciocchi o che badano solo al loro interesse. E un altro, mi sembra di poter dire, è il segretario generale della Nato (l’olandese Mark Rutte, ndr) che a ogni stupidaggine dalle gravi conseguenze di Trump scodinzola. Mi spingo a fare una proposta, perché la Uefa ha fatto bene: le squadre ancora in corsa si ritirino, perché le regole sono violate in maniera villana e prepotente».

Per la cronaca, gli Usa alla fine sono usciti e male, travolti 4-1 dai Diavoli rossi. Insomma, la prova muscolare richiesta dalla Fornero non serve più, perlomeno ai Mondiali. Forse però la bellicosa Elsa proverà a placare la sua sete di rivalsa tifando per la rissa al vertice di Ankara.

Elsa Fornero a In Onda, guarda qui il video di La7