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Inter, Mister Conte cerca un Eriksen nuovo per poter far girare la stagione

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Tommaso Lorenzini
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Lo stadio San Paolo esce dal limbo, da quella bolla temporale in cui si trovava dal 4 marzo, data originaria della semifinale di ritorno di Coppa Italia fra Napoli e Inter. Lo fa con la sanificazione degli ambienti, effettuata ieri, la stessa, ultima attività svolta dentro la struttura oramai più di tre mesi fa prima del blocco totale per il Coronavirus. E, come in un Ritorno al futuro, ci saranno faccende impellenti da risolvere in fretta. In 90 minuti, per la precisione, quelli dei tempi regolamentari visto che non ci saranno gli eventuali supplementari ma soltanto i rigori, nel caso che dopo lo 0-1 del Meazza firmato Fabian Ruiz la gara di stasera finisca 1-0 per i nerazzurri. La posta sul piatto è alta, si parla di andare a giocare la finale mercoledì prossimo, ovviamente, però si tratta anche di orizzonti più ampi. Il Napoli resta in mezzo al guado per quanto riguarda la posizione di classifca buona per le coppe europee, quindi puntando al successo in Coppa Italia (sarebbe il primo trionfo da mister per Gattuso) metterebbe le mani con certezza anche su un obiettivo pesante.

 


ACCIACCHI E CERTEZZE
L'Inter si ripresenta dopo la preoccupante flessione di febbraio: tre sconfitte di fila, con Napoli (Coppa Italia), Lazio e Juve (campionato), alternate dal brodino della qualificazione agli ottavi di E-League. Avesse potuto, Conte avrebbe chiamato un time-out che in effetti c'è stato, anche se del tutto inimmaginabile. Oggi l'ex ct riparte dovendo sciogliere gli ultimi dubbi e soprattutto vedere chi riuscirà a recuperare dai vari acciacchi: Ranocchia è quello che ha lavorato con più continuità, De Vrij, D'Ambrosio e Bastoni restano più indietro di condizione mentre Godin e Vecino vanno verso il forfait. Ed ecco che il riflettore si accende su Christian Eriksen, dato in vantaggio su Stefano Sensi dietro alle punte, indiscutibilmente Lautaro e Lukaku, coppia da 39 reti. Il colpo a sensazione del mercato di gennaio, che ha lasciato negli occhi di tutti a sua volta un colpo a sensazione, quell'incrocio dei pali colpito nel derby con una punizione flottante calciata d'interno collo, ha poi lasciato spazio ad altre sensazioni. Quella del ritardo di integrazione nelle meccaniche di gruppo, quella delle difficoltà di ambientamento in un calcio che richiede più ferocia agonistica di quanto il suo body language trasmetta, tanto che in pochi sono convinti che la giusta collocazione sia la mezzala nel 3-5-2 di Conte, schema che richiede ai centrocampisti oltre alla tecnica un impegno atletico e mentale oltre la media. Lo stop forzato ha dunque messo in pausa il giudizio su Eriksen, nel frattempo spronato dall'illustre predecessore Sneijder a dare di più: 4 presenze collezionate in campionato - una sola da titolare - due apparizioni in Coppa Italia e altrettante in E-League, un solo gol segnato.

FUTURO
A Napoli l'Inter non riparte da zero (ma da meno uno,vista l'andata) e neppure Christian perché l'appuntamento è da dentro o fuori e un appello in Coppa Italia, almeno, non ci ne sarà. Eppure Conte chiede a una nuova versione di se stesso, per rilanciarsi e rilanciare la squadra e gli potrebbe cucire addosso il 3-4-1-2, idea da ripetere nel futuro prossimo se dovesse funzionare. Tempo per studiare e studiarsi ce n'è stato, ora serve l'esame di pratica: dovesse andar bene, l'alternativa di qualità per Antonio sarebbe capitale nelle convulse settimane a venire, dato che prima del blocco l'Inter aveva denunciato la mancanza di un piano B, non tanto per alternative come giocatori, quanto per la difficoltà di esprimersi quando la partita cambiava (vedi la rimonta incassata dalla Lazio e la pressione subita dalla Juve). Al tulipano oranje il compito di saper ridare colore alla stagione nerazzurra. Dall'altra parte c'è un Gattuso sereno della propria squadra: 7 vittorie e un pari (col Barça in Champions) nelle ultime nove partite prima dello stop. L'unico assente sicuro sarà Manolas infortunato, non sono al meglio Mertens, Fabian Ruiz e Allan, pronti Demme e Zielinski per un Napoli di corsa e qualità, con l'idea dell'ex Politano in avanti.

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