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Suning non può mettere liquidità: Inter nei guai? Zhang cerca soldi e tratta con BC Partners

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Claudio Savelli
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Suning non sta cercando di vendere l'Inter, semmai di tenersela stretta. Per riuscirci ha bisogno di liquidità, di soldi per la gestione quotidiana. Ora mancano per via di un cocktail di cause: la pandemia che ha portato enormi difficoltà a tutti, non solo ai nerazzurri, e di conseguenza, la restrizione del governo cinese nei confronti delle aziende che investono all'estero, in particolare in business poco stabili come il calcio. Tra queste aziende, appunto, è in prima linea Suning. La nota ufficiale di Steven Zhang, presidente dell'Inter, è una sincera conferma della volontà della famiglia di mantenere il controllo sul club.

 

 

Il punto è centrare due obiettivi, senza poter iniettare soldi nelle casse: uno è garantire la gestione corrente (il pagamento degli stipendi, soprattutto), l'altro è finanziare il bond da 375 milioni in scadenza a dicembre del 2022. Visto che in questo momento Suning, come molte aziende nel mondo, ha risentito della pandemia, evita azioni masochistiche tra cui andare contro il governo cinese, che ha imposto un freno. In più, Suning avrebbe dato in pegno azionario a una società di Alibaba la Suning Holdings Group dove risulta anche l'Inter, solo che il gruppo Alibaba appartiene al noto miliardario cinese Jack Ma che è al centro di un caso nazionale: non appare infatti in pubblico dallo scorso ottobre, quando criticò il governo cinese per l'eccesso di rigore nei confronti delle aziende del Paese, e da pochi giorni Pechino ha ordinato ai media di censurare le notizie sulle indagini.

IL MANDATO
Visto lo scenario, l'Inter ha dato mandato a Goldman Sachs di recuperare un soggetto finanziatore. Qualcuno che presti soldi, insomma, ricavandone in cambio interessi a rendimento alto in un periodo in cui i tassi sono particolarmente bassi. La prova che non si tratta di una pezza alla crisi ma di una manovra programmata risiede nelle tempistiche: la ricerca inizia infatti circa un anno prima della scadenza del bond, come da prassi in questi casi. Il fatto poi che nel giro di poche settimane, Goldaman Sachs abbia rintracciato l'interesse di BC Partners, uno dei più grandi fondi di private equity al mondo, è un segnale positivo: vuol dire che l'Inter ha riscontri sul mercato. Anche perché questo fondo sarebbe disposto non solo a sedersi al tavolo anche per l'acquisizione di una parte di quote dell'Inter, qualora la famiglia Zhang decidesse di cedere una parte del suo 69%. Ma non va scartata nessuna opzione al momento, né il nulla di fatto, né l'acquisizione della minoranza, che in realtà secondo la logica pare l'idea più plausibile. La volontà del fondo di entrare gradualmente nell'Inter potrebbe infatti combaciare con quella di Suning di affiancarsi ad un partner più forte di quanto non sia ora Lion Rock, cioè il fondo di Hong Kong che detiene il restante 31% delle quote del club e che sembra rimanere sullo sfondo della gestione nerazzurra.

NOMI NUOVI
Nel frattempo, BC Partners lascia trapelare strategicamente che le chiacchierate con i rappresentanti di Goldman Sachs cominceranno a breve e che dovrebbe essere Nikos Stathopoulos a dirigerle: greco classe 1969, è partner del fondo londinese e incaricato della gestione degli affari italiani, tra cui appunto il dossier Inter. Che sia un momento di transizione delicato per il club è comunque evidente, anche perché parallelamente alle manovre finanziarie scorre la ricerca del nuovo main sponsor, che andrà a sostituire Pirelli dalla prossima stagione. È una questione di cui si sta occupando Steven Zhang in Cina, con tutte le difficoltà che questo comporta, e da lì, nel giro di al massimo un paio di mesi, a meno di clamorose frenate, arriverà il nome che verrà stampato sulle prossime maglie nerazzurre. Intanto, l'agente di Eriksen ha fatto ricorso al Collegio di Garanzia del Coni perché non avrebbe ancora incassato le commissioni per il trasferimento del suo assistito, ma l'Inter assicura che adempirà agli obblighi, e mister Conte prepara la squadra alla sequenza di partite decisiva, cioè Roma (domani alle 12.30, diretta Dazn) e Juve, passando per la Coppa Italia contro la Fiorentina: dovesse uscirne con sole vittorie, anche l'orizzonte finanziario diventerebbe più roseo

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