Dusan Vlahovic è stato un salasso per la Juve secondo solo a Cristiano Ronaldo. Una follia finanziaria che sembrava poter trovare giustificazione sul piano tecnico, invece no. Il fallimento è stato totale ed è condiviso: nasce dalla Juventus e finisce in Vlahovic, che se ne andrà da sconfitto, anche se penserà e dirà il contrario. Di sicuro la sua permanenza è stata un danno economico alla società firmato Arrivabene-Cherubini.
Li ha maledetti Giuntoli, che non è stato capace di risolvere la situazione in anticipo, e Comolli ora, che sta cercando di risolverla in tutti i modi. La Juve ormai si è messa il cuore in pace circa la cessione di Vlahovic: nessuno lo vuole, nemmeno a prezzo di saldo che si aggirerebbe attorno ai 30 milioni. Ma forse nessun top club lo vuole proprio a prescindere. Per questo la società bianconera vorrebbe rescindere il contratto con un anno di anticipo. Non vale la pena tenere il serbo perché sul campo ormai offre poco o nulla di buono e a bilancio è una zavorra che blocca uno o due investimenti per migliorare la rosa.
FOLLIA
Vlahovic aveva firmato un (folle) contratto con ingaggio a crescere dai 7 milioni iniziali fino ai 12 milioni di euro netti che guadagnerebbe in questa stagione, che al lordo si traducono in oltre 22 milioni. Considerando che la quota ammortamento annuale è di quasi 19 milioni, il costo che la Juventus dovrebbe sostenere tenendo il centravanti in rosa sarà di circa 41 milioni.
Giusto per fare un paragone, è più del doppio di qualsiasi giocatore dell’Inter, ovvero la squadra con il monte ingaggi più alto in serie A, ed è anche più del doppio di ogni altro compagno alla Juve, perfino degli ultimi arrivati con cifre importanti, e altrettanto fallimentari come innesti, Douglas Luiz e Koopmeiners che pesano rispettivamente per 19 e 16 milioni annui tra ammortamento e ingaggio. Queste cifre sono anche il motivo per cui Vlahovic non vuole andarsene anche se è fuori dai piani della società.
Preferisce incassare tutti i soldi fino all’ultimo centesimo, d’altronde il contratto gli è stato proposto, non l’ha inventato lui. Vero anche però che con questo atteggiamento non si fa buona pubblicità per il futuro. Nessun club vuole portarsi in casa uno spaccone.
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E nessuno è disposto a offrire 12 milioni netti di ingaggio semplicemente perché non li vale. Non sono i numeri, pur buoni, a dirlo - 58 gol e 14 assist in 145 presenze, un contributo decisivo ogni 137’ ma il fatto che non sia mai migliorato di una virgola in tutto ciò che riguarda il gioco: pulizia tecnica, movimenti, passaggi, contrasti, pressioni, in niente di tutto questo è superiore rispetto a quando giocava nella Fiorentina. Il motivo? Vlahovic è talmente convinto di essere forte da snobbare tutto ciò in cui non lo è.
Insomma, il serbo costa come un fuoriclasse senza esserlo. Ma anche limitando il discorso al piano tecnico, qualsiasi sia il suo costo a bilancio, non può il centravanti di riferimento di un top club presentare tutti questi difetti. Il serbo fu acquistato nel mercato invernale del 2022 in fretta e furia, alle condizioni della Fiorentina: 70 milioni di euro più ulteriori 11,6 milioni di "contributo di solidarietà e oneri accessori" più 10 di premio alla Viola più altri 8,1 di bonus, metà dei quali si sarebbero sbloccati per un totale di circa 87 milioni. Non ci fu praticamente trattativa, la Juventus per averlo subito pagò quel che chiedeva la Viola che, giustamente, sparò più alto del dovuto per privarsene a metà stagione. Sul piano finanziario è stata una follia, su quello economico addirittura peggio: di solo cartellino è costato circa 95 milioni, di ingaggio al lordo peserà per circa 77 milioni per un totale di 172 milioni di esborso per quattro anni e mezzo dimenticabili. Ecco perché queste operazioni non si devono fare mai.