Libero logo

Cristiano Ronaldo, la Juve perde la causa: "Risarcimento da 10 milioni"

lunedì 19 gennaio 2026
Cristiano Ronaldo, la Juve perde la causa: "Risarcimento da 10 milioni"

2' di lettura

"Clamorosa vittoria per Cristiano Ronaldo contro la Juventus. Il Tribunale di Torino, sezione Lavoro, ha bocciato in toto l’impugnazione del club bianconero contro la decisione arbitrale del 17 aprile 2024. Si tratta della nota disputa sui compensi arretrati della stagione 2020/2021, e ora è ufficiale: il lodo arbitrale è stato integralmente confermato con il riconoscimento quindi a Ronaldo di un risarcimento di circa 10 milioni di euro, oltre ad interessi e rivalutazione". È quanto si legge in una nota del team dei legali coinvolti al fianco di CR7.

"Con una sentenza di ampio respiro argomentativo - si legge ancora - il giudice ha ritenuto infondate tutte le censure sollevate dal club e ha ribadito la corretta applicazione dei principi civilistici in materia di responsabilità precontrattuale e tutela dell’affidamento. Ronaldo aveva accettato di rinunciare temporaneamente a parte del suo stipendio durante la pandemia, ma la Juve non ha rispettato i patti, violando la fiducia del campione portoghese".

CR7 è stato difeso da un team di avvocati: John Shehata, equity partner di BIP Law and Tax, dal professor Emanuele Lucchini Guastalla, dell’Università Bocconi, dal professor Fabio Iudica, dell’Università degli Studi di Milano e da Paola Tradati, equity partner di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, che "hanno contribuito in modo determinante all’impostazione tecnica delle domande, alla ricostruzione del quadro contrattuale e alla valorizzazione dei profili sostanziali della vicenda".

Cristiano Ronaldo, il gestaccio a Simone Inzaghi: bufera dopo il video

La notte di Riyadh consegna un altro segnale forte alla Saudi Pro League: l’Al Hilal di Simone Inzaghi batte 3-1 l...

"La sentenza rappresenta un precedente di rilievo per il diritto del lavoro sportivo, riaffermando che le esigenze economico-organizzative dei club non possono giustificare condotte idonee a frustrare l’affidamento legittimamente ingenerato negli atleti, né a comprimere diritti patrimoniali già maturati", conclude la nota.