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Italia al Mondiale, clamoroso: cosa spunta in strada a Seattle

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martedì 28 aprile 2026
Italia al Mondiale, clamoroso: cosa spunta in strada a Seattle

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L'Italia non è riuscita a strappare un pass per i prossimi Mondiali di Calcio. Ma negli Stati Uniti sono già pronti ad accogliere gli Azzurri. Sembra un paradosso, ma in queste settimane in cui nel mondo del pallone italiano sta accadendo di tutto - dallo scandalo escort a quello di Gianluca Rocchi - sognare non costa nulla. Tutto può accadere. Anche vedere Donnarumma e compagni in viaggio per gli States. 

A Seattle, metropoli nello stato di Washington, tra i vari cartelli di benvenuto - con tanto di saluto in lingua straniera e relativa bandiera - ne è comparso uno che ha destato molta attenzione: quello italiano. Accanto a quello egiziano e a quello statunitense, si può ammirare il cartello che riporta il saluto "benvenuti" con sopra disegnato il Tricolore. Il pannello italiano è stato inserito al posto di quello italiano. E molti utenti dei social hanno ipotizzato che c'entrino qualcosa le ultime dichiarazioni rilasciate da Paolo Zampolli, uomo di fiducia di Trump, che aveva chiesto al presidente di includere l'Italia ai Mondiali in caso di mancata presenza dell'Iran.

"Che percentuale c'è per la partecipazione dell'Italia ai Mondiali? Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump", ha spiegato l'inviato speciale per le partneship globali del presidente Usa Donald Trump, al microfono de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento, in merito ad un eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali. "Vedevo che l'Iran non era ancora confermato a causa della Guerra - ha aggiunto Zampolli -. Ho chiesto di una possibilità a Infantino di un ripescaggio dell'Italia. Inoltre i visti sono molto difficili da avere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate. Se poi si mandano delle persone che non sono benvenute negli Stati Uniti d'America è meglio che non vengano. Con Trump non ho parlato direttamente ma non si è sbilanciato. I giocatori iraniani sono molto molto benvenuti, ma il segretario Rubio è stato chiaro sul fatto che non possono portare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d'America. Se l'Iran non partecipa non so se siamo preparati per mettere qualcuno, ma tutto può succedere". 

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