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Sinner "ha perso fiducia. Ci sono crepe". Pesanti ombre su Jannik

di Roberto Tortoragiovedì 9 luglio 2026
Sinner "ha perso fiducia. Ci sono crepe". Pesanti ombre su Jannik

2' di lettura

Jannik Sinner non convince più come nei mesi migliori. Sintesi, senza edulcorazioni, dell’analisi di Guido Monaco, intervenuto a Tennis Mania su OA Sport insieme a Dario Puppo e Massimiliano Ambesi. Monaco punta sui segnali mostrati dal numero uno azzurro e su una condizione mentale che, secondo l’ex tennista, non sarebbe più quella abituale: “Ci sono delle piccole crepe in Sinner”.

Il problema, secondo il commentatore, non sarebbe soltanto tecnico, ma riguarderebbe soprattutto la sicurezza con cui l’altoatesino affronta alcune situazioni di gioco. “Non è sereno e ha perso fiducia”, è il passaggio che fotografa il momento del campione italiano.

Dopo una fase in cui Sinner sembrava avere trovato continuità e certezze contro qualsiasi avversario, l’attenzione si è spostata sui dettagli che ancora non funzionano allo stesso modo. Dario Puppo, nelle ultime analisi dedicate all’azzurro, ha più volte sottolineato l’importanza delle variazioni e dei particolari tecnici che possono incidere nelle sfide di vertice. Il tema riguarda soprattutto la capacità di Sinner di giocare con maggiore tranquillità nei momenti delicati.

Per Monaco alcuni segnali indicano una fase in cui il numero uno italiano sembra cercare troppo la soluzione perfetta, invece di affidarsi alle proprie qualità. Le osservazioni arrivano in un periodo in cui il confronto con i grandi rivali, a partire da Novak Djokovic, continua a essere il banco di prova più importante. Proprio contro il serbo, secondo le analisi di Puppo, Sinner dovrà evitare di avere “retropensieri” e tornare a utilizzare con convinzione le proprie armi migliori.

Il punto centrale resta quindi la fiducia. Il talento e il livello tecnico dell’azzurro non sono in discussione, ma per Monaco il passaggio decisivo sarà ritrovare la naturalezza mostrata nei momenti in cui Sinner dominava gli scambi e imponeva il proprio ritmo agli avversari. La sensazione emersa dall’analisi è quella di un campione chiamato a sistemare alcuni dettagli prima dei prossimi appuntamenti importanti. Ritornare Re a Wimbledon, certo, sarebbe una bella iniezione di fiducia.